A Udine, il centro antiviolenza Zero Tolerance ha registrato 211 richieste di aiuto nei primi dieci mesi del 2026. Il Comune presenta un calendario di 20 iniziative per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Aumento delle richieste di supporto
Il centro antiviolenza comunale Zero Tolerance di Udine ha accolto 211 nuovi contatti nei primi dieci mesi dell'anno 2026. Queste segnalazioni hanno portato all'avvio di 151 percorsi completi per uscire dalla violenza. Di questi, 84 sono iniziati nell'anno corrente, mentre 67 rappresentano la prosecuzione di percorsi già avviati in precedenza.
I dati sono stati resi noti dall'amministrazione comunale. L'occasione è stata la presentazione di un fitto calendario di eventi. Sono ben 20 le iniziative previste. Si svolgeranno dal 3 al 26 novembre. L'obiettivo è sensibilizzare in vista della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.
Donne seguite: profili e criticità
Tra le 151 donne che hanno ricevuto assistenza, un dato significativo emerge riguardo alla presenza di figli. Ben 96 di loro hanno minori a carico. Dal punto di vista della cittadinanza, il 66% delle donne assistite è di nazionalità italiana. Per quanto riguarda la situazione lavorativa, il 64% delle donne ha un impiego.
Tuttavia, la condizione economica presenta delle criticità. Solo il 56% delle donne occupate dichiara di essere economicamente autosufficiente. Questo dato sottolinea la persistente dipendenza economica in molte situazioni di violenza. La fonte di queste informazioni è il Comune di Udine.
Autori della violenza e accoglienze
L'analisi dei casi rivela che nell'80% delle situazioni, l'autore della violenza è il partner attuale o un ex compagno. Questo dato conferma la prevalenza della violenza domestica e relazionale. Inoltre, nel corso del 2026, sono state registrate dieci accoglienze specifiche. Queste hanno riguardato un totale di 20 persone, includendo sia donne che minori.
Confrontando i dati con l'anno precedente, nel 2025 si erano registrati 237 contatti totali. Le donne seguite erano state 188. Sebbene i periodi di riferimento siano leggermente diversi, il confronto evidenzia una sostanziale stabilità nelle richieste di supporto. La fonte di questi dati è il Comune di Udine.
Il ruolo del lavoro e dell'educazione
L'assessora comunale alle Pari Opportunità, Arianna Facchini, ha sottolineato l'importanza di alcuni temi chiave. «Da qui la centralità del tema del lavoro», ha affermato. Ha specificato che si tratta di un lavoro di qualità, non precario e giustamente retribuito. Ha inoltre evidenziato l'importanza dell'educazione. Questa deve iniziare fin dalla giovanissima età. L'educazione deve mirare al consenso e alla costruzione di relazioni paritarie.
Le parole dell'assessora Facchini mettono in luce la correlazione tra precarietà economica e vulnerabilità alla violenza. Un lavoro stabile e ben retribuito può rappresentare un fattore di emancipazione e sicurezza per le donne. L'educazione al rispetto e al consenso è fondamentale per prevenire la violenza fin dalle sue radici.
Programma di iniziative per il 25 novembre
Il calendario di eventi organizzato dal Comune di Udine per la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne è ricco e variegato. Comprende spettacoli, incontri pubblici, proiezioni cinematografiche e attività dedicate alle scuole. L'obiettivo è raggiungere diverse fasce della popolazione.
Tra gli appuntamenti più significativi, è previsto un incontro dedicato al Codice Rosso il 10 novembre. Questo permetterà di approfondire le normative a tutela delle vittime. Il 25 novembre, giorno della commemorazione, si terrà un convegno specifico sulla violenza digitale. L'evento si svolgerà presso l'Università di Udine.
Il 26 novembre, invece, è in programma un approfondimento sulla violenza economica. Questo tipo di violenza, spesso sottovalutata, ha un impatto devastante sulla vita delle donne. Un altro gesto simbolico sarà l'illuminazione in rosso di Palazzo Florio. Questo edificio storico è una delle sedi dell'ateneo friulano. L'illuminazione di rosso è un segnale visibile di adesione alla causa.
Contesto territoriale e normativo
La città di Udine, capoluogo dell'omonima provincia in Friuli-Venezia Giulia, si trova ad affrontare una problematica sociale di vasta portata. La violenza sulle donne non conosce confini geografici o sociali. I dati raccolti dal centro antiviolenza Zero Tolerance offrono uno spaccato della realtà locale. La regione Friuli-Venezia Giulia, come il resto d'Italia, è impegnata nell'attuazione di politiche di contrasto alla violenza di genere.
La normativa italiana, a partire dalla legge sul Codice Rosso (Decreto Legge 11 ottobre 2019, n. 130), ha introdotto misure più stringenti per la protezione delle vittime. Tuttavia, l'efficacia di queste leggi dipende anche dalla capacità dei centri antiviolenza di intercettare i bisogni e offrire un supporto concreto. Il lavoro svolto da associazioni come Zero Tolerance è quindi fondamentale.
La presenza di figli minori in molte delle situazioni seguite evidenzia la necessità di un approccio integrato. Questo approccio deve considerare la protezione non solo della donna, ma anche dei bambini esposti alla violenza assistita. Le iniziative nelle scuole mirano a costruire una cultura del rispetto fin dalla giovane età, prevenendo futuri episodi di violenza.
La violenza economica, infine, rappresenta un aspetto cruciale. La dipendenza finanziaria può ostacolare significativamente la capacità di una donna di lasciare una relazione violenta. Affrontare questo tema attraverso convegni e approfondimenti è essenziale per fornire strumenti e consapevolezza.