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Le disuguaglianze sociali indeboliscono le grandi potenze e la democrazia. L'ex ministro Bianchi, a Pordenone per il festival Collega-Menti, sottolinea l'urgenza di rimettere al centro la coesione sociale e il valore del lavoro per costruire un futuro stabile.

Disuguaglianze sociali minacciano la stabilità globale

L'aumento delle disuguaglianze sociali rappresenta una seria minaccia per la stabilità delle nazioni più influenti. Questo fenomeno, secondo l'economista Patrizio Bianchi, frena la crescita economica. Inoltre, esso può indebolire le fondamenta stesse della democrazia. Bianchi ha espresso queste preoccupazioni durante un dibattito a Pordenone. L'evento faceva parte del festival Collega-Menti, organizzato dall'Università di Udine.

L'ex ministro dell'Istruzione ha evidenziato la necessità di creare nuovi equilibri duraturi. Per raggiungere questo obiettivo, è fondamentale dare priorità alla coesione sociale. Altrettanto importante è riconoscere il valore intrinseco del lavoro. Questi elementi devono tornare ad essere centrali nelle strategie di sviluppo.

Investire nel capitale umano contro l'IA

Di fronte all'avanzata dell'intelligenza artificiale, Bianchi ha sottolineato l'importanza di investire nel capitale umano. Le competenze delle persone sono cruciali per affrontare questa nuova era. Il confronto, moderato dall'ex rettrice Cristiana Compagno, ha visto la partecipazione di figure di spicco. Tra questi, Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico. Presente anche Cecilia Severoni, docente di Diritto dell'economia all'Università di Udine.

L'intervento di Agrusti ha messo in luce la profonda instabilità che caratterizza l'attuale scenario geopolitico. Ha inoltre evidenziato la crescente concentrazione di dati e tecnologie avanzate. Queste risorse sono sempre più nelle mani di pochi grandi attori globali. In questo contesto, l'Europa deve agire con decisione. L'obiettivo è attuare riforme strategiche per rafforzare la competitività e l'autonomia. È essenziale mantenere l'uomo al centro, anche di fronte alle nuove tecnologie.

Gestione del rischio: una sfida globale

Presso il palazzo municipale di Udine, il festival Collega-Menti ha ospitato un altro importante incontro. L'evento, intitolato «Resilienza e sviluppo sostenibile per trovare un nuovo equilibrio», è stato moderato dalla giornalista Luana de Francisco. Tra i relatori figuravano l'ex ministro Enrico Giovannini. C'era anche Stefano Grimaz, titolare della Cattedra Unesco dell'ateneo friulano sulla riduzione dei rischi di disastro. Infine, ha partecipato Jair Torres, rappresentante dell'United Nations Office for Disaster Risk Reduction di Bonn.

Torres ha richiamato l'attenzione sulla necessità di sviluppare sistemi di governance efficaci. Tali sistemi dovrebbero essere in grado di anticipare i rischi emergenti. Devono anche rafforzare la resilienza delle comunità nel lungo periodo. La gestione dei rischi non è un problema locale, ma una questione globale. Richiede una strategia condivisa a livello internazionale per essere affrontata con successo.

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