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Il padel, nato come novità, si è trasformato in un fenomeno strutturato in Friuli Venezia Giulia. L'articolo esplora l'espansione degli impianti, l'aumento dei praticanti e l'emergere di talenti locali, evidenziando l'impatto socio-economico di questo sport.

Nuovi campi da padel inaugurati

L'ultima inaugurazione di rilievo si è tenuta a Monfalcone. È stato inaugurato il nuovo We Play Padel Club in via Grado. L'investimento totale ha raggiunto i 700 mila euro. La struttura dispone di quattro campi da gioco. Tre di questi sono coperti, mentre uno è all'aperto. L'iniziativa è nata dalla famiglia Maggiore. È stata fondamentale una variante urbanistica approvata dall'amministrazione comunale. Anche una convenzione con il Comune ha supportato il progetto. Questo club non offre solo campi. Include una segreteria ben organizzata. C'è anche un'area ristoro dedicata. Un pro shop fornisce l'attrezzatura necessaria. Vengono offerti corsi per tutti i livelli di abilità. L'idea di sport promuove comunità, inclusione e benessere. Il progetto ha una visione a lungo termine. Sono previsti nuovi spogliatoi tra il 2027 e il 2029. Ci sarà anche una sala eventi. Si parla anche di un campo da calcio a 7. Un punto di accoglienza per cicloturisti è in programma. Questo punto servirà la Fvg2.

Le origini del padel in Friuli Venezia Giulia

Per comprendere l'origine del padel in Friuli Venezia Giulia, dobbiamo tornare indietro di oltre trent'anni. Le prime tracce collocano l'arrivo di questo sport a Udine. La palestra Modulor, in via Gabelli, fu il luogo dei primi approcci. Questo accadde nei primi anni '90. In quel periodo si sperimentava anche lo squash. Il padel è nato in Messico negli anni '70. Ha raggiunto l'Europa negli anni '80. L'inizio a Udine fu molto pionieristico. I primi campi regolamentari in Italia nacquero nel maggio 1991. Sorsero a Costabissara, nel Vicentino. Il Friuli Venezia Giulia non fu quindi in ritardo. Era presente quasi all'inizio della storia italiana di questo sport.

La ripartenza del movimento padelistico

Dopo la prima fase pionieristica, il padel regionale visse anni di presenza marginale. Successivamente, si è assistito a una vera ripartenza. Un primo snodo importante si è verificato a Cordenons. Poi è stata la volta del Tennis Garden di Pasian di Prato. Questo circolo costruì il primo campo esterno nel 2018. Divenne il secondo impianto della regione. Prima di questo, c'era solo quello della Destra Tagliamento. Un altro centro di sviluppo fu Grado, grazie al locale Tennis Club. All'inizio del 2022 si è registrato un salto netto. Furono realizzati 25 campi in quattro anni. Il padel cessò di essere una curiosità per pochi. Diventò un fenomeno di massa. L'assessore Anzil ha espresso parere favorevole a nuovi campi da padel.

I numeri attuali del padel regionale

La crescita successiva è stata impressionante. Un fattore determinante sono stati i fondi regionali. Questi fondi hanno supportato la realizzazione di nuovi campi. Nel corso del 2025, nuove inaugurazioni hanno avuto luogo. Tra queste, quelle a Palazzolo dello Stella, Torviscosa e Buttrio. Il numero totale di campi attivi ha superato la soglia degli 85. La consistenza reale è probabilmente vicina ai 90. Attualmente, non esiste un albo completo ufficiale. La geografia del boom è distribuita tra le province. Il baricentro del padel regionale è oggi Udine. Questa provincia vanta il maggior numero di strutture. Una stima indica tra 45 e 60 campi. I poli principali includono il capoluogo, Tavagnacco, Pasian di Prato, Codroipo, Buttrio e Lignano. Tutta la Bassa friulana è coinvolta. In Carnia, dall'estate 2025, sono apparsi i primi campi ad Arta Terme. La provincia di Pordenone segue con una rete molto densa. Si stima tra 28 e 35 campi. I centri principali sono Pordenone, Fiume Veneto e Cordenons. Trieste presenta una rete più concentrata. Ci sono circa 12-16 campi, distribuiti in pochi centri strutturati. La provincia di Gorizia, rilanciata anche da Monfalcone, conta tra 8 e 12 campi.

Udine, il cuore pulsante del fenomeno padel

La provincia di Udine è quella che meglio rappresenta la maturità raggiunta dal movimento padelistico. Qui coesistono grandi club indoor. Ci sono centri multisport. Circoli storici hanno integrato il padel nella loro offerta. Nuovi impianti sorgono anche nei comuni meno popolosi. Il gioco non è più confinato alle aree urbane o legato a mode passeggere. È diventato un fenomeno territoriale diffuso. Anche il bacino di praticanti è significativo. Rapportando i dati nazionali alla popolazione provinciale, si stima tra 7 mila e 13 mila praticanti. Uno scenario intermedio suggerisce 9-11 mila appassionati. I tesserati organizzati nel sistema padel sono circa 1.100-1.800 unità. La crescita non accenna a fermarsi. A Forni di Sopra, un campo da padel è previsto per l'estate 2026. A Latisana si progetta una nuova cittadella sportiva con due campi. A Sedegliano-Rivis è già impostata la base urbanistica per due campi. Malborghetto-Valbruna punta a un impianto entro il 2027. Anche Palmanova è un'area da monitorare.

Sostegno pubblico e inclusione

Dietro questa espansione c'è una chiara scelta politica. Tra il 2023 e il 2025, la Regione ha sostenuto la creazione di nuovi campi nei piccoli comuni. Sono stati attivati bandi specifici. Questi bandi riguardano la costruzione, la manutenzione e la ristrutturazione degli impianti. Sono state stanziate linee di finanziamento da 600 mila euro per circoli privati di tennis e padel. Ulteriori risorse sono destinate a nuove strutture comunali. Torviscosa e Palazzolo dello Stella sono esempi concreti di questa strategia. Il padel si sta affermando come la disciplina che attrae maggiormente le donne. Questo dato è particolarmente interessante.

Talenti e competizioni: Trieste protagonista

Sul piano strettamente agonistico, il Friuli Venezia Giulia non esprime ancora un nome stabilmente ai vertici assoluti nazionali. Tuttavia, il nucleo più promettente sembra gravitare attorno a Trieste. Nei documenti della Federazione Italiana Tennis e Padel (Fitp), legati ai campionati a squadre, compaiono nomi come Sabina Da Ponte, Anna Pampanin, Anna Peres, Camilla Genovese e Petra Marija Corbo. Sul fronte maschile, i segnali più interessanti provengono da giocatori come Marco Suran e Tazio Di Pretoro. Sul versante mediatico, Lignano ha ospitato la Bilboa Bobo Summer Cup Padel Tour nell'agosto 2025. In quell'occasione, i triestini Cristian Sommadossi ed Ezio Bagatin hanno ottenuto una ribalta nazionale. Hanno vinto la tappa e sfidato un team di celebrità. Questo evento ha messo in luce il talento locale.

Da moda a infrastruttura sociale

Il dato finale è forse il più significativo. Il padel in Friuli Venezia Giulia non è più una tendenza passeggera. In Italia, il numero di campi ha superato i 10.017. Ci sono oltre 1,15 milioni di tesserati Fitp. Il numero di praticanti tra tennis e padel raggiunge i 6,5 milioni. L'impatto economico complessivo supera gli 8 miliardi di euro. Il padel si è consolidato come un'infrastruttura sociale. Offre opportunità di aggregazione e benessere. La sua diffusione capillare testimonia un radicamento profondo nel tessuto sportivo e sociale della regione. La sua evoluzione da novità a fenomeno strutturato è un esempio di come lo sport possa trasformarsi e integrarsi nel territorio.

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