Il sindacato dei dirigenti penitenziari FSI-USAE critica la recente direttiva che vieta i frigoriferi nelle celle, temendo un aumento delle tensioni e rivolte. La decisione contraddice raccomandazioni precedenti sulla gestione del caldo estivo.
Sindacato critica stretta sui frigoriferi nelle celle
Le temperature estive si avvicinano e un nuovo provvedimento agita il sistema carcerario. Il sindacato FSI-USAE, rappresentante dei dirigenti penitenziari, esprime forte disappunto. La decisione, proveniente dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP), impone una restrizione sull'uso dei frigoriferi all'interno delle celle. Questa mossa, secondo il sindacato, va contro ogni logica gestionale e di supporto al personale. Il Coordinatore nazionale Enrico Sbriglia definisce la situazione preoccupante.
Il sindacato chiede l'immediato ritiro di questa disposizione. Ricordano come, solo un mese prima, la Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento avesse raccomandato misure per contrastare il caldo. Tra queste, si suggeriva addirittura di aumentare il numero di frigoriferi disponibili. L'obiettivo era evitare che i detenuti utilizzassero l'acqua corrente per cercare refrigerio. Questo spreco d'acqua era già stato identificato come un problema.
Contraddizioni nella gestione del caldo in carcere
La nuova direttiva del Capo del Dipartimento segna un netto cambio di rotta. Invece di facilitare, si ordina la rimozione dei frigoriferi dalle stanze dove i detenuti dormono. Questi elettrodomestici verrebbero confinati in aree comuni. Il loro utilizzo sarebbe inoltre limitato a specifici orari. Il sindacato FSI-USAE ipotizza motivazioni nascoste dietro questa improvvisa severità. Potrebbe esserci l'intenzione di creare malcontento per giustificare l'intervento di unità speciali.
Si paventa il rischio che, se dovessero scoppiare rivolte, le conseguenze ricadrebbero sul personale di prima linea. Direttori, comandanti, educatori e pochi agenti di polizia penitenziaria sarebbero i più colpiti. Non i firmatari delle circolari restrittive. Questo accade nonostante ingenti fondi pubblici siano stati già spesi per fornire le celle di frigoriferi. La spesa per questi apparecchi era stata considerata un investimento per migliorare le condizioni.
L'efficacia delle misure anti-criminalità messe in discussione
Enrico Sbriglia sottolinea come la rimozione di un frigorifero non possa essere una soluzione efficace contro il crimine. Non fermerà il traffico di telefoni cellulari o di sostanze stupefacenti. Né impedirà episodi di barricamento all'interno delle celle o di interi reparti. Il sindacato ritiene che queste misure siano più punitive che preventive. Si concentrano su aspetti marginali, trascurando le vere problematiche del sovraffollamento e della gestione delle tensioni.
La Federazione Sindacati Indipendenti dei dirigenti penitenziari di diritto pubblico evidenzia la contraddizione tra le raccomandazioni per affrontare il caldo e la recente direttiva. Si teme che la privazione di un piccolo comfort possa esacerbare gli animi. Questo potrebbe innescare reazioni incontrollate. Il sindacato chiede quindi un ripensamento della decisione. Si auspica un ritorno a politiche più pragmatiche e meno punitive. La sicurezza deve essere garantita senza creare condizioni che possano favorire disordini.
Domande e Risposte
Perché i frigoriferi vengono rimossi dalle celle?
Secondo il sindacato FSI-USAE, la decisione del Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP) prevede la rimozione dei frigoriferi dalle celle detentive. Questi verrebbero spostati in locali comuni e il loro uso sarebbe limitato a orari prestabiliti. Il sindacato critica questa scelta, ritenendola controproducente e potenzialmente destabilizzante.
Quali sono le preoccupazioni del sindacato FSI-USAE?
Il sindacato teme che la rimozione dei frigoriferi possa esacerbare le tensioni tra i detenuti, specialmente con l'avvicinarsi della stagione calda. Si ipotizza che questa stretta possa essere un pretesto per giustificare l'intervento di unità speciali in caso di rivolte. Inoltre, si sottolinea come questa misura non affronti le vere cause della criminalità all'interno delle carceri.