Condividi

Il settore terziario in Friuli Venezia Giulia genera la maggior parte del valore aggiunto regionale, pari a 28,8 miliardi, e impiega oltre 358.000 persone. L'economia regionale mostra resilienza nonostante le sfide globali.

Il peso del settore terziario nell'economia

Il settore terziario in Friuli Venezia Giulia contribuisce in modo determinante all'economia. Genera il 69,2% del valore aggiunto totale della regione. Questa fetta ammonta a ben 28,8 miliardi di euro. Inoltre, il terziario è un importante motore occupazionale. Impiega il 67,9% della forza lavoro regionale. Si tratta di circa 358.300 addetti.

Questi dati emergono dall'Osservatorio economico della Camera di commercio Pordenone-Udine. Le analisi sono state presentate a Udine. La lettura dei dati è stata aggiornata con il concetto di "Sense of Fvg". Questo approccio allarga la prospettiva del "Made in" per includere anche i servizi, la cultura e il turismo.

Industria e servizi, un'unica catena del valore

Il presidente della Camera di commercio, Giovanni Da Pozzo, ha sottolineato l'importanza di una nuova interpretazione della struttura produttiva. «Dobbiamo aggiornare le lenti con cui leggiamo la struttura produttiva», ha affermato. Ha aggiunto che «industria e terziario sono due facce della stessa medaglia». Questa visione integrata evidenzia come i diversi settori economici siano interconnessi.

La responsabile del Centro Studi della Camera di commercio, Elisa Qualizza, ha fornito previsioni sul Prodotto Interno Lordo regionale. Si stima una crescita dello 0,5% per l'anno 2026. I settori legati al "Made in Italy" rappresentano una quota significativa dell'export. Valgono il 26,9% delle esportazioni totali. Hanno generato un saldo commerciale positivo di +2,7 miliardi. La filiera culturale contribuisce con 2,2 miliardi. Il turismo, invece, registra una bilancia positiva di +600 milioni.

Sfide e prospettive dell'economia globale

L'economista Marco Martella ha offerto una visione sull'andamento dell'economia globale. Nonostante non si sia in recessione, il quadro economico sta attraversando una fase di cambiamento. La crescita economica si dimostra resiliente ma richiede maggiori investimenti di capitale. Fattori come il debito, i costi energetici e le tensioni geopolitiche continuano a mantenere elevato il costo del capitale.

Mariano Bella, direttore dell'Ufficio Studi di Confcommercio-Imprese per l'Italia, ha evidenziato la necessità di superare le interpretazioni tradizionali dei territori. Ha presentato la prospettiva del "Sense of Italy". Secondo Bella, turismo ed export sono strettamente integrati. Un aumento dell'1% delle presenze turistiche può generare, nel medio termine, un incremento dello 0,5% nell'export di beni.

Il sostegno della Regione e le scelte strategiche

L'assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, ha riconosciuto la complessità della fase attuale per il Friuli Venezia Giulia. Ha però evidenziato la notevole capacità di tenuta dell'economia regionale. La Regione ha stanziato circa 370 milioni di euro per le Attività produttive e il Turismo nell'anno 2026. Bini ha concluso sottolineando l'urgenza di scelte strategiche a livello europeo e nazionale. Tali decisioni sono fondamentali per creare un ambiente favorevole alla crescita economica nel medio e lungo periodo.

Questa notizia riguarda anche: