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A Buja, un'abitazione con contatore disattivato da tre anni ha registrato consumi elettrici elevati, portando alla scoperta di un allaccio abusivo. L'intervento congiunto di tecnici e carabinieri ha portato alla denuncia del responsabile.

Allaccio abusivo scoperto a Buja

Una situazione anomala è emersa in una casa di Buja, in provincia di Udine. L'utenza per la fornitura di energia elettrica risultava inattiva da ben tre anni. Nonostante ciò, i registri indicavano consumi elettrici significativi, superando gli 11 mila kilowattora.

Questa discrepanza ha destato sospetti nei tecnici della società energetica. Hanno notato la stranezza dei dati e hanno deciso di approfondire la questione. Per questo motivo, hanno richiesto l'intervento delle forze dell'ordine.

Intervento di tecnici e carabinieri

I carabinieri di Buja sono intervenuti sul posto insieme ai tecnici dell'azienda elettrica. Durante i controlli, è emerso che i sigilli apposti sull'impianto erano stati rimossi. Questi sigilli erano stati installati dopo il decesso del precedente intestatario dell'utenza.

La rimozione dei sigilli ha permesso la riattivazione non autorizzata della fornitura di energia. Si trattava quindi di un prelievo di corrente completamente abusivo. L'operazione ha portato alla luce una manomissione dell'impianto per ottenere energia elettrica illegalmente.

Denunciato il responsabile

I militari dell'Arma hanno accertato la natura illecita dell'allacciamento. Il responsabile di questa operazione è stato identificato e denunciato. La Procura della Repubblica di Udine ha ricevuto la segnalazione per l'ipotesi di reato di furto aggravato.

I tecnici presenti hanno provveduto a mettere in sicurezza l'impianto elettrico. Hanno inoltre preso in carico il contatore che era stato manomesso. L'episodio evidenzia i rischi legati alle manomissioni degli impianti e le conseguenze legali per chi compie tali azioni.

Precedenti e conseguenze

L'utenza in questione era stata disattivata da tempo, precisamente da tre anni. Questo dettaglio rende ancora più grave la scoperta del prelievo illecito. I consumi registrati, seppur elevati, non potevano essere giustificati da un allaccio regolare.

La scoperta è stata possibile grazie alla vigilanza dei tecnici e alla collaborazione con le forze dell'ordine. L'intervento congiunto ha permesso di ripristinare la legalità e di identificare il colpevole. Il reato contestato, furto aggravato, prevede pene severe.

Messa in sicurezza dell'impianto

Una volta accertata la manomissione, la priorità è stata la sicurezza dell'impianto. I tecnici hanno lavorato per ripristinare le condizioni di sicurezza e per evitare ulteriori prelievi illegali. Il contatore manomesso è stato rimosso e gestito dall'azienda erogatrice.

Questo caso sottolinea l'importanza dei controlli periodici sugli impianti e sulla regolarità delle utenze. La collaborazione tra cittadini, aziende e forze dell'ordine è fondamentale per contrastare fenomeni come il furto di energia elettrica.

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