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La linea ferroviaria S7 'Besanino' subirà una chiusura prolungata tra Villasanta e Triuggio. L'interruzione, prevista per un anno a partire da settembre, è motivata da interferenze con il cantiere dell'Autostrada Pedemontana.

Chiusura Linea S7: Disagi per i Pendolari

La storica linea S7, conosciuta anche come 'Besanino', che collega Milano a Lecco passando per Monza e Molteno, subirà una drastica interruzione. A partire dal mese di settembre, la tratta compresa tra Villasanta e Triuggio verrà chiusa al traffico ferroviario. Questa sospensione è destinata a durare per un periodo considerevole, stimato in almeno dodici mesi.

La motivazione ufficiale addotta per questa prolungata chiusura riguarda le interferenze con i lavori in corso per la realizzazione dell'Autostrada Pedemontana. Questo imponente progetto infrastrutturale sta avendo ripercussioni dirette sulla mobilità ferroviaria locale. La chiusura non è l'unica novità per la linea S7. Già nel mese di agosto, la stessa linea aveva previsto una chiusura per lavori di manutenzione straordinaria. L'interruzione estiva, seppur temporanea, aveva già creato disagi per i numerosi pendolari che utilizzano quotidianamente questo servizio.

La notizia della chiusura annuale ha destato preoccupazione tra gli utenti abituali del treno. Molti temono che l'assenza del servizio possa comportare un aumento del traffico automobilistico sulla rete stradale circostante. La linea S7 rappresenta un collegamento fondamentale per diverse comunità, offrendo un'alternativa di trasporto pubblico al congestionato traffico su gomma. La sua sospensione per un intero anno solleva interrogativi sulla pianificazione dei lavori e sulla priorità data ai diversi mezzi di trasporto.

Pedemontana: Interferenze e Critiche alla Scelta

L'interruzione della linea S7 è direttamente collegata al cantiere dell'Autostrada Pedemontana. Le autorità competenti hanno parlato di una necessità tecnica per effettuare una 'correzione di livelletta'. Questo termine tecnico si riferisce a un intervento sul profilo altimetrico del terreno, necessario per l'adeguamento del tracciato autostradale. La pendenza o il dislivello della zona richiedono modifiche che, secondo i progettisti, sarebbero incompatibili con la presenza e l'operatività della linea ferroviaria.

Tuttavia, questa giustificazione non ha convinto tutti. Molti osservatori e pendolari ritengono che l'interruzione sia eccessiva e ingiustificata. Si sollevano dubbi sulla reale necessità di una chiusura così prolungata, soprattutto considerando l'impatto negativo sulla mobilità e sull'ambiente. La realizzazione di un binario di incrocio a Biassono viene presentata come opera di compensazione. Questo binario, peraltro, esisteva già fino a pochi anni fa, rendendo la sua ricostruzione un mero ripristino piuttosto che un reale miglioramento.

Le critiche si concentrano sulla contraddizione tra le dichiarazioni politiche volte a promuovere il trasporto pubblico e l'utilizzo di mezzi ecologici, e le decisioni concrete che penalizzano proprio il trasporto su rotaia. La scelta di privilegiare la strada, in questo caso l'autostrada, a scapito della ferrovia, appare in contrasto con gli obiettivi di sostenibilità ambientale. La frase «Ancora una volta, tra la ferrovia e la strada, è quest’ultima a spuntarla» riassume efficacemente la percezione diffusa di un sistema che favorisce il traffico veicolare.

Richieste di Miglioramenti e Futuro della Linea S7

Di fronte a un'interruzione così lunga e alle critiche mosse, emergono proposte concrete per il futuro della linea S7. L'idea di un semplice binario di incrocio a Biassono appare insufficiente, soprattutto alla luce dei disagi previsti. Alcuni suggeriscono che, invece di limitarsi a un ripristino, si dovrebbe cogliere l'occasione per realizzare interventi ben più significativi.

Tra le proposte più ambiziose, vi è quella del raddoppio dei binari e dell'elettrificazione della tratta interessata. Questi interventi avrebbero benefici di portata ben maggiore rispetto a un semplice binario di incrocio. Il raddoppio permetterebbe di aumentare la frequenza dei treni e di ridurre i tempi di percorrenza, rendendo la linea S7 più competitiva. L'elettrificazione, inoltre, contribuirebbe a ridurre l'impatto ambientale, eliminando l'uso di locomotive diesel.

La domanda sollevata da Giorgio Dahò di Lecco è emblematica: «Che senso ha incentivare i treni in nome di ecologia e sostenibilità, se poi i treni vengono soppressi?». Questa domanda racchiude il paradosso di una politica che promuove la mobilità sostenibile a parole, ma che poi, con decisioni concrete, sembra penalizzarla. La speranza è che, dopo questo periodo di interruzione, la linea S7 possa beneficiare di investimenti che ne garantiscano il potenziamento e la valorizzazione, anziché la sua progressiva marginalizzazione.

La chiusura prevista per settembre non è l'unica problematica legata ai cantieri. Articoli correlati menzionano la possibile dismissione di un ponte in ferro, destinato a pedoni e ciclisti, e l'inutilizzabilità di circa novanta posti auto a causa dei lavori. Questi elementi contribuiscono a creare un quadro di significativi disagi per la mobilità locale, con la necessità di trovare soluzioni alternative e, possibilmente, rimborsi per gli utenti penalizzati. La gestione dei cantieri e delle loro interferenze con la vita quotidiana dei cittadini rimane una sfida aperta per le amministrazioni locali e regionali.

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