Confisca di beni per oltre un milione di euro a Bari
I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un importante decreto di confisca definitiva. L'operazione ha interessato ville e terreni per un valore complessivo superiore a un milione di euro.
Il provvedimento è stato emesso dalla Corte di Appello III Sezione Penale di Bari, a seguito di un rinvio disposto dalla Corte di Cassazione. I beni confiscati sono riconducibili all'imprenditore Carmine Fratepietro, 47 anni, noto alle forze dell'ordine.
Le condanne dell'imprenditore
Fratepietro è stato condannato per diversi reati gravi. Tra questi figurano rapina a mano armata, porto illegale di armi, riciclaggio e ricettazione. La sua carriera criminale include la partecipazione a commando armati.
Nel febbraio 2016, Fratepietro fece parte di un gruppo di circa 10 persone che assaltò un furgone portavalori sulla strada statale 16, vicino a Trinitapoli. Il bottino di quella rapina ammontò a oltre 72 mila euro, su un totale di circa 3 milioni di euro trasportati.
Per assicurarsi la fuga, i malviventi bloccarono le vie di accesso con veicoli rubati e incendiati. Utilizzarono anche chiodi a quattro punte per ostacolare l'inseguimento.
Altri assalti e condanne
Le indagini hanno rivelato il coinvolgimento di Fratepietro anche in un altro assalto. Il 4 dicembre 2016, partecipò insieme ad altre 15 persone all'irruzione in una società di vigilanza a Caraffa, in provincia di Catanzaro. Utilizzando una ruspa dotata di martello pneumatico, il gruppo rubò 8,5 milioni di euro.
Un'ulteriore condanna riguarda un'altra rapina a un furgone portavalori. Il 19 ottobre 2015, vicino alla statale 16 di Bari, Fratepietro e altri 15 individui armati di kalashnikov assaltarono un mezzo diretto alla Banca d'Italia. Il bottino fu di centinaia di migliaia di euro.
Il percorso giudiziario della confisca
L'odierno provvedimento di confisca segue una complessa vicenda giudiziaria. La Corte di Cassazione ha annullato una precedente ordinanza della Corte di Appello di Bari. Quest'ultima aveva revocato la confisca dei beni, accogliendo le opposizioni presentate dall'imprenditore.
In precedenza, la Corte di Appello di Bari aveva già disposto il sequestro e la confisca dei beni. La Procura Generale della Repubblica di Bari aveva formulato la richiesta sulla base di indagini patrimoniali. Queste attività sono state svolte dal Nucleo Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza e dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Bari.
Il patrimonio confiscato
Il valore del patrimonio confiscato è stimato in circa un milione di euro. I beni, formalmente intestati alla compagna di Fratepietro, includono due lussuose ville e due terreni nell'agro di Andria. Sono stati confiscati anche tre terreni situati a Trinitapoli.
Questo risultato sottolinea l'efficacia delle indagini patrimoniali nel contrasto alla criminalità organizzata. L'azione congiunta di magistratura e forze dell'ordine mira a colpire i patrimoni illeciti.