Condividi

Le imprese del Triveneto eccellono nella maturità digitale ma faticano a implementare cambiamenti culturali profondi. La mancanza di una mentalità aperta all'innovazione rappresenta l'ostacolo principale, più delle risorse economiche.

Maturità digitale sopra la media nazionale

Le aziende del Triveneto, che include Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino Alto Adige, dimostrano una notevole preparazione digitale. Il 15,4% di esse possiede una strategia digitale integrata. Questo dato supera significativamente il 9,9% registrato a livello nazionale. Le dotazioni ICT per azienda sono in media 5,3, leggermente inferiori alla media italiana di 5,6. Le tecnologie più diffuse includono siti web aziendali (82,9%), strumenti di collaborazione (75,3%) e connettività (75,4%).

La cybersecurity è adottata dal 62,9% delle realtà. La ricerca, presentata a Trieste, evidenzia come il territorio sia ben equipaggiato tecnologicamente. Tuttavia, la trasformazione dei modelli di business e della mentalità interna è ancora un percorso in divenire. La ricerca è stata condotta da Assintel-Confcommercio con TIG, Istituto Ixè e Webidoo Insight Lab, con il supporto di AWS, Grenke, Intesa Sanpaolo e Webidoo.

Intelligenza artificiale e budget ICT: un quadro cauto

Nonostante la buona base digitale, l'adozione di intelligenza artificiale procede con cautela. Il 77,9% delle imprese non utilizza ancora alcuna piattaforma di AI. Solo il 28,6% sperimenta o integra soluzioni di intelligenza artificiale, dato in linea con il 29,1% nazionale. Lo strumento più utilizzato è ChatGPT (17,8%). Altre piattaforme AI, Copilot e Google Cloud AI seguono con percentuali minori.

Per quanto riguarda i budget ICT, prevale la stabilità. L'80,8% delle imprese del Triveneto non prevede variazioni per il 2025. Solo il 15,8% stima un aumento, mentre le riduzioni riguardano il 3,5%. Per il 2026, il 25,8% prevede un incremento del budget ICT. Questo dato è inferiore al 30,2% registrato a livello nazionale.

Cloud e ostacoli alla digitalizzazione

Nel settore cloud, le imprese del Triveneto prediligono i grandi provider globali. Il 38,2% si affida esclusivamente a hyperscaler come Google, Amazon e Microsoft. Questo supera il 28,2% della media nazionale. Al contrario, le strategie ibride sono meno diffuse (26,7% rispetto al 39,6% nazionale). Questo approccio mira a una maggiore semplicità gestionale.

Il principale ostacolo alla digitalizzazione non sono le risorse economiche, ma la mancanza di una cultura aziendale orientata al cambiamento. Il 18,5% delle imprese indica questo fattore, quasi 4 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale (14,5%). Le risorse economiche limitate sono un freno per il 19,4% delle aziende, un dato inferiore alla media nazionale (26,6%).

Green IT e contesto territoriale

L'attenzione alla sostenibilità nell'ambito ICT, nota come Green IT, risulta sotto la media. Solo il 30,8% delle imprese del Triveneto ha implementato iniziative per ridurre l'impatto ambientale dei sistemi ICT. Il dato nazionale è del 36%. Questo suggerisce ampi margini di miglioramento nell'integrazione tra digitalizzazione e sostenibilità.

Il contesto territoriale non rappresenta un ostacolo significativo. Solo il 14,9% delle imprese ritiene che le infrastrutture locali frenino la digitalizzazione, contro il 17% nazionale. Il 73,7% dichiara che il territorio è neutro o favorevole ai processi di digitalizzazione. Le infrastrutture produttive del Triveneto sono considerate solide.

Prospettive e impegni futuri

Paola Generali, Consigliera Nazionale di Confcommercio e presidente di Assintel, sottolinea l'importanza di costruire una visione strategica condivisa dell'innovazione. «Il vero passo avanti ora riguarda la cultura», afferma. L'obiettivo è trasformare la competenza tecnica esistente in un vantaggio competitivo duraturo. Assintel si impegna ad accompagnare le imprese in questo percorso, con un focus particolare sulle PMI.

Antonio Paoletti, presidente della CCIAA della Venezia Giulia, ricorda il ruolo del Sistema camerale nella digitalizzazione. I Punti Impresa Digitale (PID) hanno supportato oltre 800mila imprese. Il progetto EVAL-IA di InfoCamere mira a rendere più efficiente l'intelligenza artificiale attraverso l'analisi e il miglioramento dei contenuti digitali.