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Un motoveliero confiscato alla criminalità, intitolato a Giuseppe Di Matteo, vittima di mafia, naviga a Trieste per la Barcolana. L'imbarcazione promuove legalità e tutela ambientale.

Un motoveliero per la legalità a Trieste

Durante la Barcolana 58, una cerimonia speciale si è tenuta a Trieste. È stata dedicata un'imbarcazione al giovane Giuseppe Di Matteo. La sua vita fu tragicamente interrotta dalla mafia circa trent'anni fa. La sua prigionia durò 779 giorni.

L'imbarcazione si chiama «Sentinella Blu». Fa parte di un gruppo di trenta barche. Queste sono state sottratte alle organizzazioni criminali. La Lega Navale Italiana le ha recuperate. Lo scopo è promuovere l'educazione alla legalità. Si mira anche all'inclusione sociale e alla protezione dell'ambiente marino. In passato, queste imbarcazioni erano usate per attività illegali.

La cerimonia e il viaggio di «Sentinella Blu»

L'evento si è svolto vicino alla sede della Lega Navale Italiana a Trieste. Era presente Nicola Di Matteo, fratello di Giuseppe. La sua testimonianza ha reso il momento ancora più toccante.

«Sentinella Blu» ha iniziato il suo viaggio lo scorso luglio. La partenza è avvenuta da Siracusa. Ha percorso la rotta ionico-adriatica. Ha fatto tappa in diverse città. Tra queste: Crotone, Brindisi, Bari e Ancona. Durante il tragitto, ha effettuato trenta rilevamenti. Ha ospitato a bordo 93 persone.

Queste misurazioni rientrano in un progetto di tutela del mare. Hanno coinvolto aree marine protette importanti. Tra queste: il Plemmirio, Capo Rizzuto, Torre Guaceto e Miramare. Anche il Parco Regionale del Conero ha partecipato. Ricercatori di diverse università hanno collaborato. Tra queste: l'Università del Salento, l'Università di Bari, l'Università Politecnica delle Marche e l'Università di Trieste. Lo ha spiegato Lara Maule, responsabile per l'ambiente della Lega Navale Italiana.

La tragica storia di Giuseppe Di Matteo

Giuseppe Di Matteo nacque a Palermo il 19 gennaio 1981. Morì a San Giuseppe Jato l'11 gennaio 1996. Era figlio di un collaboratore di giustizia. Fu rapito nel 1993 da Cosa nostra. Rimase ostaggio per 779 giorni.

Poco prima di compiere quindici anni, fu assassinato. La sua morte avvenne per strangolamento. Il suo corpo fu poi sciolto nell'acido. Questo terribile atto fu ordinato dal boss corleonese Giovanni Brusca. All'epoca, Brusca guidava il mandamento di San Giuseppe Jato.

Domande e Risposte

Chi era Giuseppe Di Matteo?

Giuseppe Di Matteo era un bambino siciliano, figlio di un pentito di mafia. Fu rapito dalla mafia nel 1993 e tenuto prigioniero per 779 giorni, prima di essere brutalmente ucciso.

Cosa rappresenta il motoveliero «Sentinella Blu»?

«Sentinella Blu» è un'imbarcazione confiscata alla criminalità organizzata. È stata recuperata dalla Lega Navale Italiana per promuovere l'educazione alla legalità, l'inclusione sociale e la tutela dell'ambiente marino, portando avanti la memoria di vittime innocenti come Giuseppe Di Matteo.