Condividi

I funerali dell'assessore Giorgio Rossi si sono tenuti questa mattina a San Giusto. La cerimonia, officiata da don Ettore Malnati, ha visto la partecipazione di numerose autorità e cittadini.

L'addio all'assessore Rossi a San Giusto

Le esequie per l'assessore Giorgio Rossi si sono svolte questa mattina. La cerimonia funebre ha avuto luogo nella chiesa di San Giusto. Il feretro ha raggiunto la Cattedrale. Un corteo ha accompagnato il feretro. Due motociclisti delle forze dell'ordine hanno scortato il corteo. La Cattedrale era gremita di persone. Molti hanno voluto dare l'ultimo saluto.

La cerimonia religiosa e i presenti

La funzione religiosa è stata celebrata da don Ettore Malnati. La lettura della Lettera di San Paolo ai Romani ha aperto le esequie. Il consigliere regionale Carlo Grilli ha letto il brano. Tra i presenti c'erano importanti figure istituzionali. Il sindaco Roberto Dipiazza ha partecipato alla cerimonia. Anche il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, era presente. L'assessore regionale Pierpaolo Roberti ha preso parte al rito. L'assessore regionale Fabio Scoccimarro ha reso omaggio. Erano presenti anche il vescovo emerito di Trieste, Giampaolo Crepaldi. C'era anche il protopresbitero della chiesa ortodossa, Raško Radović. La loro presenza sottolinea il rispetto per la figura dell'assessore.

L'omelia di don Malnati e il ricordo

Don Malnati ha iniziato l'omelia portando i saluti del vescovo. Ha citato Papa Leone e la prima Lettura. Ha sottolineato il concetto di interdipendenza. «Nessuno vive per se stesso e nessuno muore per se stesso», ha affermato. Ha definito questo un principio cristiano e politico. Don Malnati ha ripercorso la vita di Giorgio Rossi. Ha ricordato le sue origini. «Giorgio si è fatto con fatica», ha detto il sacerdote. Era figlio di esuli di Umago. Non sempre rispettati a Trieste. «Si è fatto strada non con i gomiti ma con la fatica delle braccia», ha evidenziato don Malnati. Questo descrive la sua determinazione.

La dedizione alla città e i valori

«Ha raggiunto quella che era la sua aspirazione», ha aggiunto don Malnati. Ha paragonato l'assessore a un leone. Ha ricordato il suo desiderio di agire per la città. «Quando sentiva il bisogno di fare qualcosa per la città, si è posto il problema di essere cristiano», ha spiegato. Don Malnati ha condiviso aneddoti sulla loro collaborazione. Ha ricordato di avergli detto che la politica è difficile. L'importante è servire la gente, non un'ideologia. Rossi rispose: «Io sono uno della gente». L'assessore si considerava non un uomo di cultura. Credeva fermamente nell'importanza della cultura. «Si può vivere senza soldi, ma non senza cultura», era una sua frase. Questo dimostra la sua visione.

Le parole del sindaco e il commiato

«Grazie Giorgio», ha concluso don Malnati. Il sindaco Dipiazza ha preso la parola. Ha letto un messaggio di cordoglio. Il messaggio proveniva dal prefetto di Catania, Pietro Signoriello. Il sindaco ha poi salutato l'amico Rossi. «Ciao Giorgio, ci rivedremo in cielo», ha detto con commozione. Le parole del sindaco hanno concluso la cerimonia. La comunità ha reso omaggio a una figura importante. Il picchetto d'onore della polizia locale ha reso omaggio al feretro. Girasoli e una foto dell'assessore adornavano la bara. La cerimonia ha rappresentato un momento di unione per la città.