Il giornalista Martin Poljšak ha dato voce alla straordinaria esperienza di Alì Mudassar, un migrante pakistano, attraverso il libro "A come Alì". L'opera esplora le sfide e le speranze di chi intraprende un lungo viaggio per una vita migliore.
Un viaggio di speranza e resilienza
Alì Mudassar è una figura ben nota a Trieste. La sua gentilezza e disponibilità lo rendono una persona apprezzata. Alì è un volontario attivo presso la Comunità di Sant'Egidio. La sua storia inizia in Pakistan, il suo paese d'origine.
Ha intrapreso un percorso migratorio estremamente arduo, spesso affrontato a piedi. Questi viaggi sono segnati da pericoli e lunghe distanze, intrapresi per sfuggire alla fame o ai conflitti.
La sua vita e le sue esperienze sono ora immortalate in un libro intitolato "A come Ali". L'autore, il giornalista sloveno Martin Poljšak, ha dedicato 24 incontri ad Alì. Durante queste conversazioni, ha raccolto le sue esperienze, i suoi desideri più profondi e le sue aspirazioni.
Dalla cronaca alla letteratura umanista
Il volume, pubblicato sia in italiano che in sloveno (con il titolo 'A kot Ali') dall'editore Editoriale Stampa Triestina e Založništvo tržaškega tiska, è stato presentato per la prima volta a Trieste. La presentazione si è tenuta presso il Teatro dei Salesiani in via dell'Istria.
È stato evidenziato come l'autore abbia approcciato il tema in modo differente rispetto alla cronaca tradizionale. Il tono e l'approccio adottati da Martin Poljšak sono stati definiti umanisti e con un tocco letterario.
Alì, pur non sapendo né leggere né scrivere, dimostra una notevole abilità linguistica, parlando quattro lingue. È stato lui a condurre Martin Poljšak per la prima volta all'interno del silos. Questo luogo, fino a pochi mesi prima della presentazione, ospitava centinaia di migranti senzatetto in condizioni igieniche precarie.
Struttura e impegno benefico del libro
La realizzazione di "A come Alì" ha richiesto un impegno di quattro mesi di lavoro. Una parte significativa del ricavato delle vendite, precisamente un euro per ogni copia, è destinata in beneficenza.
Il libro è strutturato in 24 interviste. Questo numero non è casuale: corrisponde alle lettere dell'alfabeto e a 24 storie diverse raccontate da Alì. Ogni intervista esplora un aspetto unico della sua vita e del suo percorso.
Riflessioni sul passato e sul futuro
Alla domanda sul suo possibile ritorno in Pakistan, Alì esprime un sentimento complesso. «Penso di tornare ma ho paura», confessa. La sua preoccupazione deriva dal fatto di aver lasciato sua madre viva, ma ora non c'è più. «Forse in futuro, con amici, tornerò ma ora da solo ho paura».
Riguardo a Trieste, Alì nutre un profondo affetto. «Per me è come se fosse una madre», afferma, sottolineando come la città si sia presa cura di lui. Un ringraziamento speciale va alla Comunità di Sant'Egidio per il sostegno ricevuto.
La presentazione e il sostegno della comunità
All'evento di presentazione hanno partecipato non solo l'autore Martin Poljšak e il protagonista Alì, ma anche diversi volontari della Comunità di Sant'Egidio. Erano presenti anche amici del protagonista del libro, a testimonianza del forte legame che Alì ha creato nella comunità triestina.