A Trieste, giovani con disabilità visiva hanno sperimentato la navigazione per accrescere la loro autonomia. L'iniziativa fa parte di un progetto annuale volto a promuovere una cittadinanza inclusiva.
Un mare di possibilità per l'autonomia
Sei giovani non vedenti e ipovedenti hanno partecipato a un'esperienza di navigazione assistita nel Golfo di Trieste. L'attività rientra nel progetto annuale 'Un mare di possibilità'. L'obiettivo è favorire l'autonomia e la fiducia nelle proprie capacità. L'iniziativa è stata promossa dall'associazione Téchne & Arts Ets. Hanno collaborato l'Istituto regionale Rittmeyer per i ciechi. Il progetto gode del patrocinio del Comune di Trieste. Hanno contribuito anche la Lega navale italiana - sezione di Trieste. Presenti anche il Rotary Club Trieste Alto Adriatico e le Fondazioni Casali.
Cultura dell'inclusione e valorizzazione individuale
Il progetto si fonda su un modello di cittadinanza inclusiva. Si promuove una cultura della disabilità che va oltre l'assistenza. L'attenzione è posta sulla valorizzazione dell'individuo e delle sue potenzialità. Questo approccio mira a integrare pienamente le persone nella società. La crescita personale è vista come un percorso di consapevolezza. L'autonomia permette di contribuire attivamente alla comunità.
Relazione e crescita umana al centro
Il presidente di Techne & Arts, Marino Predonzani, ha sottolineato i principi fondamentali del progetto. La relazione con gli altri e con se stessi è cruciale. La crescita umana a 360 gradi è l'obiettivo. Predonzani preferisce il termine 'integrazione' a 'inclusione'. Per lui, l'autonomia porta a maturazione e consapevolezza dei propri limiti. Questo permette un contributo significativo alla società. La consapevolezza del proprio limite è un punto di forza.
Un messaggio di solidarietà e rimozione degli ostacoli
L'assessore alle Politiche sociali del Comune di Trieste, Massimo Tognolli, ha evidenziato il valore simbolico dell'evento. Ha affermato che 'saliremo tutti noi' su quelle imbarcazioni. Questo perché tutti affrontano fragilità e meritano supporto. Il commissario dell'Istituto regionale per i ciechi Rittmeyer, Lorenzo Capaldo, ha ribadito un concetto chiave. Non è la persona con disabilità a doversi adattare alla società. È la società, e l'Istituto Rittmeyer in primis, a dover eliminare gli ostacoli. L'obiettivo è garantire la partecipazione effettiva alla vita sociale in ogni sua forma. Anche quella sportiva è fondamentale.
Domande e Risposte
D: Qual è l'obiettivo principale del progetto 'Un mare di possibilità'?
R: L'obiettivo principale è favorire l'autonomia e la fiducia nelle proprie capacità dei giovani con disabilità visiva, promuovendo una cittadinanza inclusiva.
D: Chi ha promosso e supportato l'iniziativa a Trieste?
R: L'iniziativa è stata promossa dall'associazione Téchne & Arts Ets in collaborazione con l'Istituto regionale Rittmeyer, con il patrocinio del Comune di Trieste e il contributo di Lega navale italiana, Rotary Club Trieste Alto Adriatico e Fondazioni Casali.