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Il fratello di Liliana Resinovich critica l'avvio delle indagini sulla morte della sorella, definendole mal gestite fin dall'inizio. Esprime la sua certezza sul coinvolgimento del marito e la speranza di una giustizia rapida.

Critiche sull'avvio delle indagini

Le procedure iniziali sono state purtroppo gestite in modo errato. Il periodo critico del Covid ha creato molti ostacoli. La carenza di personale ha influito negativamente. Ci sono state dinamiche non comprese appieno. Le indagini, a mio parere, non sono state condotte correttamente all'inizio. Sono convinto che Sebastiano sappia tutto. Anche se non ha agito materialmente, conosce chi è stato. Forse ha persino suggerito un piano. Sono certo del suo coinvolgimento al cento per cento.

Queste le parole del fratello di Liliana Resinovich, Sergio. Ha parlato con i giornalisti dopo il secondo rito funebre. La cerimonia si è tenuta al cimitero di Sant'Anna a Trieste. La donna è scomparsa nel 2021.

Assenza del marito e speranze di giustizia

Il marito di Liliana, Sebastiano Visintin, non era presente. È l'unico indagato per l'omicidio della 63enne. Sergio si è detto contento della sua assenza. Ha affermato che Visintin ha sempre chiesto verità ma senza agire concretamente. Sergio ha richiesto alla Procura il nulla osta per riportare la sorella a Trieste. Ha ringraziato per la concessione. Ora Liliana è finalmente a casa. L'indagato, per l'omicidio della moglie, non può disporre delle spoglie.

Riguardo i tempi della giustizia, Sergio auspica una conclusione rapida. Spera che si trovino elementi per un processo probatorio. Desidera che tutto finisca presto. Attualmente si sente stanco e arrabbiato. La rabbia deriva dall'inizio sfortunato delle indagini. La stanchezza è dovuta ai cinque anni di attesa senza certezze. Ha concluso che non sarà una procedura rapida. Tutto questo poteva essere risolto molto tempo fa.

Il contesto della scomparsa

Liliana Resinovich, residente a Trieste, è scomparsa il 14 dicembre 2021. Il suo corpo è stato ritrovato il 5 gennaio 2022 nel Parco dell'Italsider. La sua scomparsa aveva destato grande preoccupazione. Le indagini sulla sua morte sono state complesse. Il marito, Sebastiano Visintin, è stato l'unico indagato. La famiglia ha sempre espresso dubbi sulla gestione delle prime fasi investigative. La vicenda ha avuto un forte impatto emotivo sulla comunità triestina. La ricerca della verità è ancora in corso.

Domande frequenti

Chi era Liliana Resinovich?

Liliana Resinovich era una donna di 63 anni residente a Trieste, scomparsa nel dicembre 2021 e ritrovata senza vita nel gennaio successivo. La sua vicenda ha suscitato grande attenzione mediatica e interrogativi sulla gestione delle indagini.

Perché il fratello di Liliana Resinovich critica le indagini?

Il fratello Sergio ritiene che le indagini siano iniziate male, a causa di impedimenti legati al periodo Covid e a una gestione non ottimale delle prime fasi. Esprime la convinzione che il marito, Sebastiano Visintin, sia pienamente coinvolto nella vicenda.

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