Nuove restrizioni per l'assistenza ai migranti a Trieste destano preoccupazione. Gianfranco Schiavone dell'Ics definisce le misure una manovra politica che peggiora le condizioni dei più vulnerabili.
Critiche alle nuove disposizioni per i migranti
Sono state avanzate forti critiche riguardo alle recenti disposizioni della Questura. Queste riguardano l'assistenza ai migranti presenti in piazza Libertà. Il presidente del Consorzio italiano di solidarietà (Ics), Gianfranco Schiavone, ha espresso profonda preoccupazione. Egli ritiene che tali misure siano politicamente orientate. Un episodio di violenza è stato sfruttato per giustificare interventi restrittivi.
Schiavone evidenzia un peggioramento drastico delle condizioni di vita per i migranti. La loro possibilità di procurarsi cibo è ora compromessa. Devono recarsi a Porto Vecchio per ottenere assistenza alimentare. Questo scenario, secondo Schiavone, potrebbe favorire l'aumento delle attività criminali. Le organizzazioni illegali potrebbero approfittare delle carenze per offrire servizi a pagamento.
Il rischio di un mercato parallelo e provvedimenti illegittimi
Il timore espresso da Gianfranco Schiavone è la creazione di un mercato parallelo. Criminali potrebbero offrire cibo in cambio di denaro, sfruttando la disperazione. «Ho l'impressione che si creino condizioni sempre peggiori per far esplodere la situazione», ha dichiarato Schiavone. Egli definisce i provvedimenti «abnormi e illegittimi». Sembra esserci un'incompatibilità tra attività umanitarie e intrattenimento.
Schiavone precisa che non si tratta di manifestazioni. Le attività in questione sono puramente di assistenza. Riguardo ai timori di disordini pubblici o infiltrazioni di estrema destra, Schiavone rimarca la presenza delle forze dell'ordine. «Spetta a loro controllare», afferma. Utilizza un'analogia: chiudere un ospedale a causa di un aggressore sarebbe inaccettabile. Allo stesso modo, limitare l'assistenza umanitaria non è la soluzione.
Una manovra politica e smentite sulle strutture di accoglienza
Secondo Schiavone, l'intera operazione rappresenta una «manovra politica». Egli sottolinea una connessione tra politica locale, regionale e istituzioni statali. Queste ultime non dovrebbero agire come braccio esecutivo della politica. Le decisioni prese sembrano favorire un'agenda politica piuttosto che rispondere a bisogni umanitari concreti.
Gianfranco Schiavone ha inoltre smentito categoricamente la possibilità che i migranti possano ricevere cibo presso lo Spazio 11. Ha chiarito che si tratta di una struttura destinata ai transitanti. Non offre né letti né cibo. La stessa situazione si applica al centro diurno situato al civico 19. Queste strutture non sono attrezzate per fornire assistenza alimentare continuativa.
Domande frequenti
Cosa sono le misure restrittive per i migranti a Trieste? Le nuove disposizioni della Questura limitano le modalità di assistenza ai migranti in piazza Libertà. Gianfranco Schiavone dell'Ics le critica definendole una manovra politica che peggiora le condizioni dei migranti e rischia di creare un mercato parallelo gestito da criminali.
Perché Gianfranco Schiavone critica le decisioni della Questura? Schiavone ritiene che le misure siano politicamente motivate e non rispondano ai bisogni umanitari. Sottolinea che peggiorano le condizioni di vita dei migranti, costretti a cercare cibo in luoghi più distanti e potenzialmente più pericolosi, e che le strutture indicate non offrono vitto.