A Trieste si è tenuto un convegno su Israele e Palestina che ha acceso il dibattito. Interventi di esponenti del governo israeliano hanno suscitato proteste e critiche dalle opposizioni.
Convegno "Italia e Israele" a Trieste
La città di Trieste è stata teatro di un importante convegno intitolato "Italia e Israele: una nello sguardo dell'altra". L'evento, organizzato da Michela Ebreo, presidente di 'E361', mirava a favorire la conoscenza reciproca tra i due Paesi.
Tuttavia, la partecipazione di numerosi esponenti del governo israeliano, tra cui i ministri Gideon Sa'ar e Amichai Chikli, l'ambasciatore Jonathan Peled e il consigliere di Netanyahu, Ariel Bulshtein, ha sollevato numerose critiche.
Solo la pacifista Edna Calò Livne e la docente Rosy Domini hanno rappresentato voci differenti. La maggioranza degli invitati ha espresso posizioni vicine a quelle del premier Netanyahu.
Dichiarazioni di Ariel Bulshtein
Particolarmente controverse sono state le dichiarazioni di Ariel Bulshtein. Il consigliere di Netanyahu ha affermato che "gli aiuti fermi ai valichi? Il cibo nei camion sfama i soldati di Hamas".
Ha inoltre definito "impossibile una riconciliazione tra palestinesi e Israele". Bulshtein ha sottolineato la necessità di unità contro "ideologie totalitarie" e ha avvertito che "se Israele venisse distrutto, l'Europa sarebbe la prossima".
Ha criticato l'obbligo di far passare forniture al "nemico", affermando che "nessun altro paese al mondo è obbligato" a farlo.
Proteste e reazioni politiche
La scelta di ospitare l'evento nel palazzo della Regione Fvg ha conferito un tono istituzionale all'incontro, suscitando l'indignazione di diverse forze politiche. Il governatore Massimiliano Fedriga ha difeso la scelta, parlando di "dialogo" e "confronto", e affermando che "sono state dette tante falsità e inesattezze sul conflitto in Medio Oriente".
Mattinata di protesta pacifica davanti alla sede della Regione. Decine di manifestanti con kefiah e bandiere palestinesi hanno espresso il loro dissenso. La Questura ha predisposto un imponente servizio di sicurezza.
Il Partito Democratico di Trieste e del Friuli-Venezia Giulia ha definito "inaccettabile" l'iniziativa, criticando l'assenza di "tutte le voci" e la mancata inclusione di "realtà della comunità israeliana" critiche verso l'offensiva a Gaza.
Alleanza Verdi Sinistra, tramite il vicecapogruppo alla Camera Marco Grimaldi, ha parlato di "ennesima sponda offerta da istituzioni italiane a un governo macchiatosi di genocidio e crimini di guerra".
La consigliera regionale Giulia Massolino (Patto per l'Autonomia - Civica FVG) ha ricordato i procedimenti aperti contro Israele presso la Corte internazionale di giustizia e la Corte penale internazionale.
È stata inoltre denunciata la tendenza della Regione a "marginalizzare o delegittimare le voci critiche", citando il tentativo, poi bloccato dal Tar, di revocare un contributo alla Fondazione Luchetta.
Controversie e minacce
Le polemiche si sono estese anche a episodi di minacce di morte e intimidazioni rivolte al rabbino di Trieste, condannate fermamente dal Pd.
L'evento si è concluso con il concerto del The new original klezmer ensemble, ma le discussioni sull'equilibrio informativo e sulla rappresentazione delle diverse posizioni nel conflitto israelo-palestinese rimangono aperte.