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Il Terminale marino di Trieste ha visto un aumento del 5,75% nello sbarco di greggio nei primi sei mesi del 2026. Questo dato conferma la sua importanza strategica per l'Europa centrale.

Crescita record per il terminale di Trieste

Nei primi sei mesi dell'anno corrente, il Terminale marino di Trieste ha gestito l'arrivo di 20,24 milioni di tonnellate di greggio. Questo volume rappresenta un incremento del 5,75% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Si tratta del secondo miglior risultato registrato dal 2018.

Questi dati sono stati resi noti dalla Siot, società italiana appartenente al gruppo Tal. La società ha ricordato come il greggio scaricato a Trieste venga poi trasportato tramite l'oleodotto Tal. Questo percorso raggiunge le raffinerie situate in Austria, Germania e Repubblica Ceca.

Un'attracco ogni 21 ore per il greggio

L'analisi dei primi sei mesi dell'anno rivela una frequenza media di un attracco navale ogni 21 ore. In totale, sono approdate 208 navi. Questo dato è in aumento rispetto alle 198 navi registrate nello stesso lasso di tempo dell'anno precedente. La crescita è stata ottenuta nonostante le attuali tensioni internazionali che interessano lo Stretto di Hormuz.

Trieste: snodo strategico per le materie prime

L'amministratore delegato di Siot, Alessandro Gorla, ha commentato positivamente il risultato. Ha sottolineato come questo confermi il ruolo di Trieste quale punto di accesso fondamentale per l'approvvigionamento di materie prime nel centro Europa. Gorla ha evidenziato il contributo del potenziamento della capacità dell'oleodotto, completato con il progetto Tal plus.

Questo progetto ha migliorato la capacità di trasporto verso la Repubblica Ceca. Di conseguenza, è diminuita la dipendenza da altre fonti di approvvigionamento. Gorla ha aggiunto che non si tratta solo di un dato volumetrico. È la dimostrazione che un'infrastruttura progettata per adattarsi rimane affidabile anche in scenari internazionali in rapida evoluzione.

Provenienza diversificata del greggio

Fin dall'avvio delle sue operazioni, il terminale ha movimentato 272 qualità di petrolio. La programmazione e i trasporti sono stati calibrati sulle esigenze specifiche delle raffinerie collegate. Questa flessibilità si riflette anche nella provenienza del greggio movimentato nell'anno corrente.

Il greggio proviene da 18 Paesi diversi. Tra questi, spiccano il Kazakistan con il 32,2%, la Libia con il 19,6% e l'Azerbaijan con l'11,8%. Seguono poi diversi Paesi africani, mediorientali e nordamericani. La diversificazione delle fonti garantisce una maggiore sicurezza energetica.