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Il Porto di Trieste possiede le caratteristiche ideali, tra pescaggio e logistica, per ospitare un hub dedicato alle terre rare. Il presidente Consalvo si dichiara interessato al progetto ministeriale.

Trieste: un porto strategico per le terre rare

Il progetto di un hub per le terre rare, promosso dal ministro Adolfo Urso, ha trovato un sostenitore nel presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, Marco Consalvo. Quest'ultimo ha espresso vivo interesse per l'iniziativa, sottolineando come il Porto di Trieste disponga di requisiti fondamentali per il successo dell'operazione.

La necessità di accogliere navi di grandi dimensioni per il trasporto delle materie prime è stata evidenziata da Consalvo. A tal proposito, il porto giuliano si rivelerebbe una scelta perfetta grazie al suo pescaggio significativo. Questa caratteristica è cruciale per gestire carichi pesanti e voluminosi, tipici del commercio internazionale di risorse strategiche.

Logistica avanzata per l'Europa continentale

Oltre al pescaggio, il porto di Trieste offre un vantaggio logistico inestimabile. La sua posizione strategica lo rende ideale per servire non solo l'Italia, ma anche le regioni dell'Europa continentale e orientale. Consalvo ha sottolineato la presenza di un'infrastruttura ferroviaria estremamente efficiente all'interno dello scalo.

Questa rete di trasporti su rotaia, unita a collegamenti su gomma, garantisce trasferimenti rapidi ed efficaci delle materie prime. Il presidente ha definito il sistema logistico portuale triestino come «il più sviluppato», un elemento chiave per la competitività di un hub di tale importanza.

Il ruolo del deposito e le aree strategiche

La questione del deposito per lo stoccaggio delle terre rare è stata affrontata da Consalvo, che ha indicato diverse opzioni possibili. L'area di stoccaggio potrebbe essere situata nel retroporto o in zone esterne, purché integrate nel sistema logistico di trasferimento. Città come Verona, Padova o Cervignano sono state menzionate come potenziali sedi.

Tuttavia, Consalvo ha ribadito che l'elemento più critico non è la localizzazione esatta del deposito, ma piuttosto l'efficienza del sistema logistico e la capacità del porto di gestire il pescaggio necessario. La collaborazione con il ministro Urso è assicurata, con l'Autorità portuale pronta a interfacciarsi qualora il progetto proceda.

Un progetto di rilevanza strategica nazionale

Il ministro Adolfo Urso ha recentemente confermato l'importanza del progetto, rivelando che il commissario europeo Séjourné gli ha richiesto una proposta formale. La visita imminente di Séjourné in Italia servirà a individuare le aree più idonee per la creazione di un «deposito strategico». L'hub delle terre rare è concepito come un'infrastruttura che coinvolgerà diverse realtà, tra cui Porto Marghera, Verona e, appunto, Trieste.

Questa iniziativa mira a rafforzare la sovranità italiana ed europea nell'approvvigionamento di materie prime critiche, riducendo la dipendenza da fornitori esterni. Il Porto di Trieste, con le sue infrastrutture e la sua posizione, si candida a giocare un ruolo da protagonista in questo ambizioso piano nazionale.