Un afflusso insolito di petroliere nel Golfo di Trieste è dovuto a ragioni di stoccaggio strategico e a manutenzioni tecniche. Nonostante le tensioni internazionali, l'oleodotto TAL continua a operare regolarmente.
Afflusso di navi nel Golfo di Trieste
Un numero considerevole di navi cisterna sta sostando nel Golfo di Trieste. Questa situazione ha generato interrogativi sulla sua origine. Le motivazioni sono principalmente legate a strategie di approvvigionamento e a interventi tecnici. L'elevata presenza di imbarcazioni è stata confermata da Alessandro Gorla. Egli ricopre il ruolo di presidente di Siot e General Manager di Tal. La società gestisce l'importante oleodotto che trasporta greggio verso diverse nazioni europee.
L'oleodotto Tal rifornisce di greggio paesi come l'Austria, la Baviera, il Baden-Württemberg e la Repubblica Ceca. La presenza di molte petroliere in attesa di scaricare il proprio carico nel Golfo di Trieste è un fenomeno notato negli ultimi giorni. Gorla ha voluto chiarire la natura di questo evento, escludendo collegamenti diretti con la crisi in Medio Oriente.
Motivazioni dietro l'aumento delle petroliere
Le ragioni dietro l'alto numero di petroliere sono molteplici e concomitanti. Una delle cause principali è la volontà di mantenere una scorta strategica di greggio. Si punta ad avere la massima quantità di materia prima disponibile per garantire la continuità degli approvvigionamenti. I serbatoi di stoccaggio della società sono attualmente a piena capacità. La presenza delle navi in rada è quindi collegata alla necessità di scaricare il prodotto. Questo avviene in proporzione ai volumi che vengono consegnati lungo la linea dell'oleodotto.
Un altro fattore determinante è stato un rallentamento tecnico avvenuto nel mese di marzo. Questo rallentamento è stato causato da diverse problematiche. Alcune di queste sono interne alla società, mentre altre dipendono da terze parti coinvolte nel processo. Questi interventi manutentivi, sia programmati che imprevisti, hanno contribuito all'accumulo delle navi in attesa. La situazione dovrebbe tornare alla normalità nel corso del mese di aprile, una volta completati gli interventi necessari.
Operatività dell'oleodotto e provenienza del greggio
Alessandro Gorla ha assicurato che l'oleodotto Tal è pienamente operativo. Nonostante i rallentamenti logistici, il trasporto del greggio non ha subito interruzioni significative. La società ha una grande flessibilità nella gestione delle forniture. Nel corso del 2025, la quota di greggio proveniente da Iraq e Arabia Saudita era pari al 12,2% del totale. Si prevede che questa percentuale diminuirà nel 2026.
Parte dei carichi provenienti dall'Iraq continua ad arrivare attraverso la Turchia, utilizzando la pipeline Kirkuk-Ceyhan. Alcuni carichi dall'Arabia Saudita vengono invece imbarcati dal Mar Rosso. Tra le aree geografiche da cui provengono flussi in crescita, si segnalano le Americhe. Si attende un incremento dei volumi provenienti da Stati Uniti, Guyana e Brasile.
Capacità e storia dell'infrastruttura TAL
Un punto di forza dell'infrastruttura TAL è la sua notevole capacità di gestire un'ampia varietà di greggi. L'oleodotto può accettare oltre 250 diverse tipologie di greggio. Queste materie prime provengono da aree geografiche anche molto distanti tra loro. Questa versatilità permette alla società di adattarsi alle mutevoli condizioni del mercato globale. La capacità di diversificare le fonti di approvvigionamento è un elemento cruciale per la sicurezza energetica dei paesi serviti.
L'infrastruttura ha una storia complessa. Nel lontano 1972, l'oleodotto fu oggetto di un attentato terroristico. L'azione fu rivendicata da Settembre Nero. Fortunatamente, a causa di errori commessi dai terroristi, i danni riportati furono relativamente limitati. Questo evento storico sottolinea l'importanza strategica dell'infrastruttura nel corso dei decenni.