Speleologi triestini hanno aperto un nuovo accesso al fiume Timavo dopo due decenni di lavoro. La scoperta rivela un ambiente sotterraneo intatto con laghi e protei.
Un nuovo varco nel cuore del Carso
Un'impresa durata vent'anni ha finalmente aperto un nuovo varco verso il Timavo. Questo fiume carsico scorre interamente nel sottosuolo. L'operazione ha richiesto 874 missioni sul campo. Decine di volontari, definiti 'grottenarbeiter' dalla tradizione locale, hanno contribuito all'impresa. Hanno lavorato con dedizione per raggiungere l'obiettivo. Il nuovo accesso conduce a una caverna profonda 315 metri. Sul fondo di questa cavità, il Timavo mostra le sue acque di un vivido colore verde smeraldo.
L'annuncio è stato dato dagli speleologi della Commissione Grotte "E. Boegan". Questa realtà fa parte della Società Alpina delle Giulie, sezione di Trieste, affiliata al Club Alpino Italiano. La nuova grotta è registrata come la numero 104 nel Catasto Speleologico Regionale. Storicamente, era nota come VG 87 nel Catasto Storico. L'ingresso è stato intitolato Abisso Luciano Filipas. Questo nome onora un socio recentemente scomparso.
La storia di un accesso dimenticato e ritrovato
Questa è la quarta cavità conosciuta che raggiunge il Timavo nella sua porzione italiana. Si trova nei pressi della località di Fernetti. La grotta era già nota fin dal XIX secolo. Veniva chiamata semplicemente "buco soffiante". Questo nome derivava dai forti soffi d'aria durante le piene del fiume. In origine, l'accesso si fermava a poco più di 7 metri di profondità. Per oltre un secolo, questo passaggio è rimasto dimenticato. I lavori di scavo sono ripresi con rinnovata determinazione nel 2006. Gli speleologi hanno affrontato enormi difficoltà tecniche. Hanno seguito le correnti d'aria generate dalle piene del Reka-Timavo. Questo ha permesso di liberare numerosi pozzi. Ogni pozzo è stato attrezzato con scale fisse. L'obiettivo era raggiungere profondità sempre maggiori.
Prime esplorazioni e scoperte sorprendenti
La prima discesa nell'Abisso Filipas è avvenuta nella prima settimana di aprile. Durante questa spedizione, sono stati prelevati campioni di acqua e di sabbia. L'analisi di questi campioni è fondamentale. Permetterà di studiare l'ambiente prima di un'eventuale contaminazione umana. L'obiettivo è preservare un ecosistema ancora intatto. Una prima indagine ha rivelato l'esistenza di due laghi. Uno si trova a monte del fiume, l'altro a valle. Ciascuno misura circa cinquanta metri di lunghezza. In questi ambienti acquatici vivono diversi esemplari di protei. Sono anfibi unici che abitano le acque sotterranee.
Sono previste ulteriori esplorazioni. Queste includeranno immersioni subacquee per mappare i fondali. Verrà effettuato un rilievo topografico dettagliato degli ambienti scoperti. Infine, è in programma una ricerca scientifica approfondita. Questa prevede l'installazione di strumenti per il monitoraggio continuo delle acque. Saranno condotti anche test di tracciamento per comprendere meglio il percorso del fiume.
Domande frequenti sul fiume Timavo
Cos'è il fiume Timavo?
Il Timavo è un fiume carsico che nasce in Slovenia (come Reka) e scorre per circa 50 km nel sottosuolo del Carso, riemergendo poi in Italia vicino a Duino-Aurisina, per poi sfociare nel Mar Adriatico. È noto per il suo percorso sotterraneo e le sue acque di colore verde smeraldo.
Chi sono gli speleologi della Commissione Grotte "E. Boegan"?
La Commissione Grotte "E. Boegan" è un gruppo di speleologi appartenente alla Società Alpina delle Giulie di Trieste, sezione del Club Alpino Italiano. È una delle più antiche e attive associazioni speleologiche italiane, dedita all'esplorazione e allo studio delle cavità carsiche.