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Un uomo di 52 anni è stato posto agli arresti domiciliari a Maniago dopo aver aggredito l'ex marito della sua compagna. La sua condotta è stata ritenuta incompatibile con l'affidamento in prova.

Aggressione in un locale pubblico

Un uomo di 52 anni è stato trasferito agli arresti domiciliari a Maniago, in provincia di Pordenone. La decisione è arrivata dopo la revoca del suo affidamento in prova ai servizi sociali. La Procura ha ritenuto le sue azioni gravemente lesive delle condizioni imposte.

L'episodio risale a febbraio. L'uomo aveva aggredito l'ex marito della sua compagna all'interno di un locale pubblico. L'aggressione è avvenuta con un coltello, causando una ferita alla vittima. Quest'ultima ha necessitato di 10 giorni di prognosi per riprendersi.

Durante le udienze successive, l'aggressore ha cercato di sminuire la gravità dell'accaduto. Ha sostenuto che la persona offesa si fosse infortunata autonomamente. Affermava che la vittima si fosse «infilzata da sola» contro il suo coltellino svizzero.

Minacce e violazioni

Nei mesi successivi all'aggressione, l'uomo ha continuato a tenere comportamenti minacciosi. Ha rivolto minacce nei confronti della stessa vittima. Tali intimidazioni sono avvenute anche in presenza dei carabinieri. Questo comportamento ha ulteriormente aggravato la sua posizione.

Il 52enne stava scontando una pena di 10 mesi per precedenti reati di atti persecutori. Al momento dell'aggressione, era stato riscontrato in stato di ubriachezza. Inoltre, aveva violato i divieti imposti. Non poteva frequentare locali pubblici e non poteva detenere armi.

La sua condotta è stata giudicata incompatibile con il regime di affidamento in prova. Il Tribunale di Sorveglianza di Trieste ha evidenziato una «assenza di consapevolezza» dei propri atti. Ha anche riscontrato una «mancata completa revisione critica» dei comportamenti tenuti.

Detenzione domiciliare

A causa di queste violazioni, l'uomo dovrà scontare la pena residua in regime di detenzione domiciliare. La misura restrittiva durerà fino al 27 dicembre. Questa decisione sottolinea la serietà con cui vengono trattate le violazioni delle misure cautelari e degli affidamenti in prova.

La vicenda evidenzia come la reiterazione di comportamenti violenti e la mancanza di consapevolezza possano portare a conseguenze legali più severe. La giustizia ha ritenuto necessario un intervento più incisivo per garantire la sicurezza della vittima e della collettività.

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