Economia

Liguria: traffici portuali in calo, l'impatto della crisi in Medio Oriente

19 marzo 2026, 13:48 5 min di lettura
Liguria: traffici portuali in calo, l'impatto della crisi in Medio Oriente Immagine generata con AI Trieste
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La crisi in Medio Oriente sta causando i primi segnali di rallentamento nei traffici portuali dell'Adriatico. Alessandro Ferrari di Assiterminal evidenzia un calo dell'export per settori chiave come metallurgia e ceramica. Le ripercussioni sul Tirreno sono meno evidenti, ma preoccupano il settore crocieristico.

Rallentamento traffici portuali in Adriatico

Alessandro Ferrari, direttore di Assiterminal, ha rilasciato dichiarazioni significative riguardo l'impatto del conflitto in Medio Oriente. L'associazione rappresenta i terminalisti e le imprese portuali di tutta Italia. I primi effetti tangibili del conflitto sono già visibili. L'aumento del costo del carburante e dell'energia elettrica incide sui costi operativi. Per ora, è ancora prematuro valutare l'entità dei volumi di traffico. Tuttavia, i segnali di rallentamento iniziano a manifestarsi.

In particolare, l'area dell'Adriatico sta avvertendo una flessione nell'export. Diversi settori produttivi stanno riscontrando difficoltà. La metallurgia, la ceramica e i prodotti lavorati sono tra i più colpiti. Anche i derivati dei cereali mostrano problemi nella spedizione delle merci. Questa situazione si ripercuote direttamente sui principali porti della regione. Ravenna, Ancona, Venezia e, in parte, Trieste iniziano a registrare una contrazione.

La contrazione riguarda sia l'import che l'export. Le materie prime essenziali per l'indotto industriale locale sono interessate. Allo stesso modo, le esportazioni dei prodotti finiti subiscono rallentamenti. La situazione è monitorata attentamente da Assiterminal. L'associazione lavora per mitigare gli effetti negativi sull'economia portuale. La stabilità dei flussi commerciali è cruciale per il tessuto economico nazionale.

Impatto sul Tirreno e settore crocieristico

Sul versante del Mar Tirreno, gli effetti indotti dal conflitto si avvertono in misura minore. Il settore dei container, ad esempio, mostra segnali di adattamento. La guerra influisce sulla gestione dei container vuoti. Si osserva anche un riposizionamento delle quote di transhipment. Queste rotte si stanno spostando verso porti spagnoli e marocchini. La vicinanza a Gibilterra rende queste alternative più convenienti. La logistica marittima globale è in continua evoluzione.

Le preoccupazioni maggiori riguardano il settore delle crociere. Questo comparto è particolarmente sensibile a scenari di instabilità geopolitica. Se la guerra dovesse protrarsi a lungo, le ripercussioni potrebbero essere significative. Ferrari ha evidenziato una percezione di rallentamento nelle prenotazioni provenienti dagli Stati Uniti. Questo scenario ricorda tensioni passate nel Mediterraneo. Una diminuzione del traffico crocieristico potrebbe verificarsi. Solo un mese fa, il settore era dato in ulteriore espansione.

Il settore dei traghetti potrebbe subire impatti di natura tariffaria. L'aumento del costo del bunker si combina con i costi legati all'Ets (Emissions Trading System). Questo combinato disposto potrebbe portare a un incremento dei prezzi per i passeggeri. La sostenibilità economica del settore è messa alla prova. Assiterminal sta analizzando tutte le variabili in gioco. L'obiettivo è garantire la continuità dei servizi essenziali.

Contesto geografico e normativo

La Liguria, con i suoi porti di Genova e Savona, rappresenta un nodo cruciale per il commercio marittimo italiano. La sua posizione strategica nel Mar Ligure la rende vulnerabile a dinamiche geopolitiche che interessano il Mediterraneo. L'Adriatico, con porti come Ravenna e Trieste, è un altro snodo fondamentale per l'export italiano, specialmente per le merci provenienti dal Nord-Est. La crisi in Medio Oriente, con il blocco dello Stretto di Hormuz, ha un impatto diretto sulle rotte commerciali globali.

Le normative internazionali sul trasporto marittimo, come quelle relative alle emissioni (Ets), si aggiungono alle complessità attuali. L'aumento dei costi del carburante, legato alle tensioni geopolitiche, grava ulteriormente sulle compagnie di navigazione. Questo si traduce in potenziali aumenti dei costi per le imprese e i consumatori. La Commissione Europea monitora attentamente la situazione per prevenire shock eccessivi sull'economia.

La dipendenza dell'Italia dal trasporto marittimo per l'import/export è elevata. Circa il 90% del volume delle merci scambiate con l'estero transita per via marittima. Pertanto, qualsiasi interruzione o rallentamento dei traffici ha ripercussioni significative sull'economia nazionale. Assiterminal gioca un ruolo chiave nel coordinare le imprese del settore e nel dialogare con le istituzioni per trovare soluzioni.

Precedenti storici e scenari futuri

La storia recente ha già visto scenari simili influenzare il traffico marittimo. Durante periodi di tensioni nel Mediterraneo o in altre aree strategiche, si sono osservati rallentamenti e riallocazioni delle rotte. Ad esempio, la crisi del Mar Rosso ha avuto impatti significativi sui tempi di transito e sui costi. Il conflitto in corso in Medio Oriente rievoca queste preoccupazioni, amplificandole data la sua vicinanza geografica e l'importanza strategica della regione.

Il settore delle crociere, in particolare, ha dimostrato una forte sensibilità a questi eventi. Le compagnie di navigazione tendono a modificare gli itinerari per evitare zone considerate a rischio. Questo può portare a una riduzione del traffico in determinate aree, con conseguenze negative per le economie locali che dipendono dal turismo crocieristico. La gestione della percezione del rischio da parte dei passeggeri è fondamentale.

Per quanto riguarda il futuro, la durata del conflitto in Medio Oriente sarà il fattore determinante. Un prolungamento della crisi potrebbe portare a un peggioramento della situazione, con effetti più marcati sui volumi di traffico e sui costi. Assiterminal e le altre associazioni di categoria continueranno a monitorare l'evoluzione degli eventi. L'obiettivo è quello di fornire un quadro aggiornato e di supportare le imprese nell'affrontare le sfide emergenti. La resilienza del sistema portuale italiano sarà messa alla prova.

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