Un libro ripercorre il sisma del 1976 in Friuli, narrando le centinaia di scosse e l'impegno dei soccorritori. L'opera è presentata a Trieste con la partecipazione del governatore.
Il diario di un soccorritore sul sisma
È stato presentato a Trieste un nuovo volume. Si intitola «Trecento scosse di terremoto - Diario della catastrofe sismica che sconvolse il Friuli nel 1976». L'autore è Sandro Giomi. Egli fu uno dei soccorritori all'epoca dei fatti. La presentazione si è tenuta presso la sede della Regione Fvg. Era presente il governatore Massimiliano Fedriga.
Il libro dedica ampio spazio all'operato dei Vigili del Fuoco. Celebra anche l'impegno dei numerosi volontari. Questi intervennero con grande dedizione circa 50 anni fa. L'opera è strutturata come un diario personale. Descrive le giornate più drammatiche della tragedia. Molte fotografie corredano il volume. Esse mostrano il territorio devastato. Illustrano anche le operazioni di soccorso.
La genesi del libro e il ricordo
Gioacchino Giomi, presidente onorario dell'associazione nazionale dei Vigili del Fuoco, ha spiegato la genesi del progetto. «Mio padre, Sandro Giomi, ritrovò per caso vecchi appunti», ha dichiarato. Questi appunti descrivevano gli undici mesi trascorsi nel Friuli. Dal suo diario autentico, Sandro Giomi ha deciso di trarre un libro. Questo è avvenuto dopo oltre trent'anni dalla tragedia. Il volume mira a rispettare l'angoscia di allora. Aggiunge la riflessione attuale. Si percepisce un velo di nostalgia nei ricordi. Questo traspare dalla presentazione di persone e eventi.
Nelle prime pagine, Sandro Giomi scrive: «Credo sia mio dovere riordinare questi fogli». Lo fa «in ricordo di un evento che dovrebbe essere rimasto indelebile nella memoria di molti». Si rivolge ai Friulani. Essi «subirono con dignità e rassegnazione centinaia di scosse sismiche». Si rivolge anche ai soccorritori. Essi «intervennero da tante parti d'Italia e del mondo con generoso slancio».
Le iniziative per i 50 anni dal sisma
Questo libro si inserisce in un più ampio programma di iniziative. Esse sono promosse in tutto il Friuli Venezia Giulia. L'obiettivo è celebrare i 50 anni dal devastante sisma. L'evento ha segnato profondamente la regione. Ha lasciato un segno indelebile nella storia locale. La memoria di quell'evento è fondamentale. Serve a non dimenticare la resilienza delle popolazioni colpite. Ricorda anche il valore della solidarietà nazionale e internazionale. Le scosse furono tantissime. La terra tremò ripetutamente. L'impatto sulla vita quotidiana fu enorme. Le operazioni di recupero furono complesse e prolungate.
Il libro di Sandro Giomi offre una prospettiva unica. Permette di rivivere quei momenti difficili. Lo fa attraverso gli occhi di chi era in prima linea. L'esperienza diretta del soccorritore è preziosa. Offre dettagli e sensazioni che i resoconti storici potrebbero non catturare. Le fotografie aggiungono un forte impatto visivo. Mostrano la distruzione ma anche la speranza. La speranza che nasceva dalla solidarietà e dalla ricostruzione. La presentazione a Trieste ha sottolineato l'importanza di mantenere viva la memoria. È un monito per il futuro. Un tributo a chi ha sofferto e a chi ha aiutato.
Le testimonianze come quella di Sandro Giomi sono cruciali. Aiutano le nuove generazioni a comprendere la portata di simili calamità. Promuovono la consapevolezza del rischio sismico. Sottolineano l'importanza della preparazione e della prevenzione. Il libro è un ponte tra passato e presente. Unisce il dolore per la perdita alla celebrazione della resilienza umana. L'opera è un omaggio sentito a tutti coloro che hanno contribuito. Hanno contribuito alla gestione dell'emergenza e alla rinascita del territorio. Le trecento scosse hanno messo a dura prova la regione. Ma la risposta fu corale e commovente.