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L'assessore Rosolen ha elogiato l'ecosistema Inest per aver unito imprese, università e ricerca, promuovendo lo sviluppo dei giovani e del territorio. L'iniziativa ha mobilitato risorse significative per la transizione digitale ed ecologica.

Inest collega imprese e università per valorizzare i giovani

L'assessore regionale alla Ricerca, Alessia Rosolen, ha sottolineato la notevole capacità dell'ecosistema Inest. Questo network ha saputo mobilitare il territorio. L'obiettivo è creare un forte legame tra aziende, atenei e centri di ricerca. Si valorizzano così le nuove generazioni. Questo avviene tramite una rete di competenze e collaborazioni. Tali sinergie portano a progetti concreti. Questi progetti generano sviluppo economico e sociale per la regione.

Rosolen ha espresso queste considerazioni in videocollegamento. L'intervento è avvenuto all'inizio di un importante evento. L'incontro si è svolto a Padova. È stato organizzato da Inest. L'ecosistema riunisce università, centri di ricerca e imprese del Triveneto. Il loro scopo comune è accelerare la transizione digitale ed ecologica. La Regione Friuli Venezia Giulia intende proseguire il suo sostegno. Questo supporto va a questa connessione virtuosa di attori pubblici e privati. La sfida principale è ancorare l'innovazione tecnologica alla formazione del capitale umano. Lo ha affermato la stessa Rosolen.

Inest investe 110 milioni per innovazione e territorio

Durante l'evento, intitolato «Dalla ricerca all'impresa: l'innovazione che crea valore per il territorio», sono stati presentati i risultati di Inest. L'ecosistema ha messo a disposizione un budget considerevole. Si tratta di 110 milioni di euro. Questi fondi sono stati destinati a nove aree tematiche. Il territorio del Friuli Venezia Giulia è stato particolarmente attivo. Si è concentrato sulla manifattura sostenibile e smart. L'Università di Udine ha guidato questo settore. Altri focus importanti includono le acque marine e fluviali. L'Università di Trieste ha avuto un ruolo centrale. La Sissa ha invece gestito il tema dei gemelli digitali. L'impegno ha portato alla produzione di 900 lavori scientifici. Sono stati approvati anche 200 progetti. Questi progetti sono stati finanziati tramite bandi a cascata. Il valore totale di questi bandi ammonta a 40 milioni di euro. Le risorse provengono dal Pnrr. L'iniziativa ha coinvolto un totale di 1116 persone. Questo dimostra l'ampia portata e l'impatto dell'ecosistema Inest.

Il ruolo del Friuli Venezia Giulia nell'ecosistema Inest

L'assessore Alessia Rosolen ha evidenziato il ruolo attivo del Friuli Venezia Giulia. La Regione ha partecipato con entusiasmo ai progetti di Inest. Si è concentrata su aree strategiche per il futuro. La manifattura sostenibile e smart è un esempio chiave. L'Università di Udine ha guidato questo sforzo. Anche la ricerca sulle acque marine e fluviali, con l'Università di Trieste, è stata fondamentale. La Sissa ha contribuito con expertise sui gemelli digitali. Questi settori sono cruciali per la crescita economica e la sostenibilità ambientale. La collaborazione tra enti pubblici e privati è essenziale. Inest funge da catalizzatore per queste sinergie. L'obiettivo è trasformare la ricerca in innovazione tangibile. Questo porta benefici concreti al territorio. La regione punta a rafforzare ulteriormente questo legame.

Domande e Risposte

Cosa fa l'ecosistema Inest?

L'ecosistema Inest riunisce università, centri di ricerca e imprese del Triveneto. Il suo scopo è accelerare la transizione digitale ed ecologica, collegando la ricerca all'impresa e valorizzando il capitale umano.

Qual è stato il ruolo del Friuli Venezia Giulia in Inest?

Il Friuli Venezia Giulia è stato attivamente coinvolto in Inest, concentrandosi su aree come la manifattura sostenibile e smart (con l'Università di Udine), le acque marine e fluviali (con l'Università di Trieste) e i gemelli digitali (con la Sissa).

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