L'occupazione in Friuli-Venezia Giulia ha registrato un aumento del 2,8% nel primo semestre del 2026. La crescita ha interessato maggiormente gli uomini e il lavoro dipendente. L'export, tuttavia, ha subito un calo significativo a causa della cantieristica navale.
Occupazione regionale in aumento nel primo semestre
Nel periodo gennaio-giugno 2026, il Friuli-Venezia Giulia ha visto un incremento occupazionale. Le stime Istat indicano una media di 539.700 persone impiegate. Questo dato rappresenta un aumento del 2,8% rispetto allo stesso lasso di tempo nell'anno precedente. La crescita ha mostrato una leggera preferenza per la componente maschile. Gli uomini hanno registrato un incremento del 3,2%. Le donne hanno visto un aumento del 2,3%.
L'incremento ha interessato entrambe le forme contrattuali. Il lavoro dipendente è cresciuto del 2,8%. Anche il lavoro autonomo ha mostrato un trend positivo, con un aumento del 2,6%. Questi dati provengono da un'analisi dell'Ires Fvg. Il ricercatore Alessandro Russo ha fornito dettagli sulla dinamica del mercato del lavoro.
Dinamiche settoriali e tasso di occupazione
I settori che hanno trainato maggiormente l'occupazione sono stati le costruzioni. Questo comparto ha registrato un notevole +9,3%. Anche il turismo ha contribuito positivamente. Il settore turistico ha visto un aumento del +5,3%. Questi dati evidenziano una ripresa in aree chiave dell'economia regionale.
Il tasso di occupazione complessivo nella regione ha raggiunto il 71,4% nel secondo trimestre del 2026. Permane un divario di genere marcato. Gli uomini hanno un tasso di occupazione del 77,1%. Le donne si attestano al 65,7%. Il numero di persone in cerca di lavoro è diminuito. Si sono registrate 23.700 persone in cerca di occupazione. Questo dato segna una riduzione di 2.100 unità su base annua.
Il tasso di disoccupazione regionale si è fissato al 4,2%. Anche qui si evidenzia una differenza tra i generi. Il tasso di disoccupazione femminile è del 5,1%. Quello maschile è del 3,5%. Le nuove aperture di partite IVA sono aumentate del 3,6%. Questo indica un certo dinamismo imprenditoriale.
Export in calo, cantieristica navale la causa principale
L'andamento dell'export nel primo semestre del 2026 presenta un quadro più complesso. Il valore delle esportazioni in Friuli-Venezia Giulia si è attestato a circa 9,6 miliardi di euro. Si tratta di un calo significativo rispetto ai 10,6 miliardi dello stesso periodo del 2025. La flessione registrata è del 9,6%. Questo dato rappresenta la diminuzione più marcata tra tutte le regioni italiane.
La causa principale di questo risultato negativo è stata l'andamento del settore della cantieristica navale. L'Ires Fvg sottolinea come, escludendo questo comparto, l'export regionale avrebbe mostrato una crescita del +2,2%. Questo dato evidenzia l'impatto di un singolo settore sull'economia complessiva.
Nonostante il calo generale, alcuni settori hanno performato molto bene. La siderurgia ha registrato un aumento del +11,8%. I prodotti alimentari, bevande e tabacco sono cresciuti del +7%. Gli articoli in gomma e materie plastiche hanno visto un incremento del +7,3%. I computer, apparecchi elettronici e ottici hanno segnato un notevole +16,2%.
Altri settori hanno invece subito flessioni. La meccanica strumentale è diminuita del -10,9%. I mobili hanno registrato un calo del -6,1%. Gli apparecchi elettrici hanno subito una contrazione del -11,5%.
Impatto territoriale e prospettive
A livello provinciale, l'impatto del calo della cantieristica navale è stato disomogeneo. Trieste ha registrato un calo del -52,4% legato a questo settore. Udine ha visto una diminuzione del -4,8%. Pordenone ha registrato un calo del -2,4%. Al contrario, Gorizia ha mostrato una crescita eccezionale del +192,5%, probabilmente legata ad altri settori o a specifici accordi commerciali.
Questi dati offrono uno spaccato dell'economia regionale. L'occupazione mostra segnali di ripresa, trainata da settori come le costruzioni e il turismo. L'export, pur penalizzato dalla cantieristica, rivela la forza di altri comparti manifatturieri. Le dinamiche territoriali evidenziano sfide e opportunità specifiche per ciascuna provincia.