I giovani lasciano il Friuli-Venezia Giulia per l'estero a causa di precarietà lavorativa, salari bassi e scarsa crescita professionale. La Regione cerca di contrastare il fenomeno con incentivi.
Le cause dell'emigrazione giovanile dal FVG
La fuga dei giovani dal Friuli-Venezia Giulia verso l'estero è guidata da precise motivazioni. La precarietà nel mondo del lavoro rappresenta un ostacolo significativo. A ciò si aggiunge un livello salariale spesso insufficiente a garantire stabilità economica. La mancanza di servizi adeguati aggrava ulteriormente la situazione.
Inoltre, l'ingresso nel mercato del lavoro non sempre offre reali prospettive di carriera. L'assenza di percorsi meritocratici scoraggia molti giovani talenti. Queste criticità spingono i neolaureati a cercare opportunità altrove, anche per impieghi che potrebbero trovare nella propria regione.
I dati sull'emigrazione dei laureati
L'assessora regionale Alessia Rosolen ha fornito dati allarmanti sull'emigrazione giovanile. Tra il 2013 e il 2023, ben 7.433 laureati hanno lasciato il Friuli-Venezia Giulia per trasferirsi all'estero. Nello stesso periodo, sono rientrati nel FVG solo 3.680 laureati dall'estero.
Il quadro si complica considerando i flussi interni all'Italia. Sono 15.031 i laureati che hanno scelto di lasciare la regione per altre destinazioni italiane. Contemporaneamente, 18.022 laureati sono arrivati in FVG da altre regioni. Il bilancio complessivo dei laureati è negativo, con un saldo finale di -762 persone.
Il FVG in controtendenza grazie alle politiche regionali
Nonostante i numeri, il Friuli-Venezia Giulia si trova in una posizione relativamente migliore rispetto ad altre regioni italiane. La regione esercita un certo richiamo, specialmente per i giovani laureati provenienti da altre parti d'Italia. Questo risultato è attribuito alle politiche attive promosse dalla Regione.
L'assessora Rosolen ha evidenziato gli sforzi compiuti dalla Regione FVG. Vengono erogati incentivi mirati per chi decide di tornare in Friuli-Venezia Giulia. Allo stesso modo, si offrono agevolazioni alle aziende che assumono giovani trasferiti nella regione.
«Dobbiamo valorizzare la risorsa più grande che abbiamo, i giovani», ha affermato con forza l'assessora. Questo sottolinea l'importanza strategica di trattenere e attrarre talenti per il futuro del territorio.
Gli Istituti Tecnici Superiori come opportunità
Un'altra leva fondamentale per contrastare l'emigrazione è rappresentata dagli Istituti Tecnici Superiori (ITS). L'assessora Rosolen ha definito gli ITS una «grande opportunità» su cui la Regione sta investendo significativamente. Questi percorsi formativi professionalizzanti offrono risultati concreti.
I dati presentati sono incoraggianti. Dopo soli due anni di frequenza presso gli ITS del FVG, il 98% degli studenti che hanno svolto uno stage in azienda viene regolarmente assunto dalla stessa realtà che li ha ospitati. Questo dimostra l'efficacia degli ITS nel creare un ponte diretto tra formazione e occupazione qualificata.