Il dumping contrattuale nel Friuli Venezia Giulia, sebbene ancora contenuto, mostra segnali di crescita. Le indagini evidenziano una tendenza verso contratti meno tutelanti, ma gli Enti bilaterali intervengono con 500mila euro per welfare aziendale e dipendenti.
Dumping contrattuale: un fenomeno da monitorare
Nel Friuli Venezia Giulia, il fenomeno del dumping contrattuale risulta attualmente contenuto. Questo dato emerge in particolare nei settori del commercio e del turismo. Qui, la quasi totalità dei lavoratori, il 99%, è coperta da contratti collettivi nazionali. Questi accordi sono stati sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali considerate maggiormente rappresentative.
Tuttavia, è fondamentale non sottovalutare la situazione. Il presidente degli Enti bilaterali del Terziario e del Turismo del Friuli Venezia Giulia, Fabio Pillon, ha lanciato un monito. Ha sottolineato come una corsa al ribasso sui costi possa nascondere una riduzione delle tutele. Ciò comporta minori benefici di welfare per i lavoratori. Inoltre, genera una concorrenza sleale. Questa penalizza le imprese che operano nel rispetto delle regole.
Indagini rivelano una crescita preoccupante
Le recenti indagini condotte da Format Research e Ires Fvg hanno messo in luce una tendenza preoccupante. Durante un incontro tenutosi presso la sede di Confartigianato Udine, è stato spiegato che negli ultimi anni si osserva un aumento dei contratti collettivi. Questi accordi sono stipulati da organizzazioni datoriali e sindacali minoritarie. Il loro obiettivo è creare una concorrenza al ribasso rispetto ai contratti standard.
Questi contratti alternativi mirano a offrire condizioni economiche inferiori. Ciò avviene a scapito delle tutele previste dai contratti collettivi nazionali (Ccnl). I Ccnl firmati dalle principali sigle sindacali come Cgil, Cisl e Uil, secondo i dati forniti dal Cnel, tutelano una vasta maggioranza di lavoratori nel Terziario regionale.
Il ricercatore Ires Fvg Alessandro Russo ha fornito dati specifici. Nel Terziario del Friuli Venezia Giulia, circa 116mila lavoratori su un totale di 119mila nel 2024 sono coperti da questi accordi. Si tratta di una percentuale pari al 97,6%. Questo dato posiziona le regioni del Nord, con coperture superiori al 97%, in una situazione migliore rispetto al Sud Italia. Qui la copertura è generalmente più bassa, attestandosi all'86% in Calabria.
Differenze territoriali e settoriali nel Fvg
Analizzando i dati a livello provinciale nel Friuli Venezia Giulia, emergono alcune differenze. Le province di Pordenone e Trieste registrano l'incidenza maggiore di copertura contrattuale. In entrambi i casi, la percentuale supera il 98%. Le province di Udine e Gorizia mostrano livelli leggermente inferiori, attestandosi intorno al 97%.
Anche a livello settoriale si notano delle disparità. I settori del Terziario regionale che presentano la copertura più bassa dei Ccnl firmati dalle maggiori confederazioni sindacali sono i servizi di pulizia, con il 94,1%, e i servizi di vigilanza, con l'83,1%. Al contrario, come già accennato, i settori del commercio e del turismo registrano percentuali molto elevate, vicine al 99%.
Iniziative di welfare: 500mila euro per imprese e lavoratori
Di fronte a questo scenario, gli Enti bilaterali hanno lanciato il Programma 2026. Questa iniziativa prevede rimborsi per investimenti e costi sostenuti sia dalle imprese che dai lavoratori aderenti. Il plafond complessivo stanziato per questo programma ammonta a 500mila euro. È stato inoltre sottolineato che questa cifra potrebbe essere incrementata in futuro.
Questa opportunità di welfare bilaterale è resa possibile dalle previsioni contenute nei Ccnl. Tali accordi sono stati sottoscritti da importanti attori del settore come Confcommercio, Cgil, Cisl e Uil. L'obiettivo è sostenere le realtà economiche e i lavoratori, promuovendo al contempo condizioni di lavoro più eque e tutelanti.