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La Regione Friuli-Venezia Giulia destina 130 milioni di euro a sostegno di donne, giovani e famiglie, con un focus sull'occupazione e la natalità. Nonostante un calo demografico, si registrano rientri di laureati grazie a politiche mirate.

Investimenti regionali per il futuro del lavoro

L'occupazione femminile e giovanile rappresenta una priorità per le politiche regionali del Friuli-Venezia Giulia da otto anni. Di fronte a un marcato declino demografico, sono state stanziate ingenti risorse. Sono stati introdotti provvedimenti innovativi e strutturali. Questi mirano a supportare la famiglia, la natalità e le fasce più vulnerabili della popolazione.

La **Regione** ha significativamente aumentato gli investimenti. Nel 2018, il bilancio regionale prevedeva solo 7 milioni di euro. Questi fondi erano destinati al supporto delle madri con figli. Attualmente, la cifra stanziata ammonta a 130 milioni di euro. Questo stanziamento accompagna l'intero percorso dei nuclei familiari sul territorio.

Queste dichiarazioni sono state rilasciate dall'assessore al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia, **Alessia Rosolen**. L'intervento è avvenuto durante un incontro con l'Associazione imprenditrici e donne dirigenti d'azienda (**Aidda**).

Sfide e opportunità nell'economia regionale

Le trasformazioni sociali ed economiche attuali sono estremamente rapide. Ciò che prima richiedeva 40 anni, oggi si evolve in pochi mesi. L'assessore **Rosolen** ha sottolineato questo aspetto. Ha evidenziato come queste rapide evoluzioni stiano impattando sui modelli sociali ed economici. La mancata reazione con velocità e lungimiranza comporta il rischio di perdere sfide cruciali.

Alcuni dati relativi a giovani e donne destano ancora preoccupazione. Negli ultimi 20 anni, circa 20mila laureati hanno lasciato il **Friuli-Venezia Giulia**. Fortunatamente, si registra un numero di rientri pari a circa 16mila. Questo dato positivo è attribuito alle misure introdotte dall'attuale Amministrazione regionale. Le iniziative riguardano il welfare, il diritto allo studio e la promozione di occupazione stabile.

Il divario di genere (**gender gap**) nella regione si posiziona tra i più bassi a livello nazionale ed europeo. Tuttavia, recenti evidenze sull'occupazione femminile meritano riflessione. Nonostante gli interventi mirati a creare posti di lavoro stabili e di qualità. Nel primo trimestre del 2026 si osserva un rallentamento. Questo dato contrasta con il periodo post-Covid, tra il 2021 e il 2025.

Politiche di sostegno e prospettive future

L'impegno della **Regione** si traduce in azioni concrete per contrastare il calo demografico. Le politiche mirano a creare un ambiente favorevole per le famiglie. L'obiettivo è incentivare la natalità e garantire opportunità lavorative. L'assessore **Rosolen** ha ribadito l'importanza di queste misure. Sono fondamentali per la crescita e la stabilità economica del territorio.

L'incontro con **Aidda** ha permesso di confrontarsi sulle sfide specifiche affrontate dalle imprenditrici e dirigenti. Le loro esperienze sono preziose per orientare le future politiche regionali. Si è discusso di come promuovere una maggiore partecipazione femminile nel mondo del lavoro. Anche in ruoli apicali e in settori tradizionalmente a prevalenza maschile.

Le risorse stanziate, pari a 130 milioni di euro, rappresentano un investimento significativo. Sono destinate a un ampio spettro di interventi. Questi includono incentivi per l'assunzione, formazione professionale, servizi di conciliazione vita-lavoro. E supporto alla creazione di nuove imprese, specialmente quelle guidate da donne e giovani. La regione punta a invertire la tendenza demografica negativa.

Le politiche attuate mirano a rendere il **Friuli-Venezia Giulia** una terra attrattiva. Un luogo dove i giovani possano trovare opportunità concrete. Dove le donne possano realizzare il proprio potenziale professionale e personale. E dove le famiglie possano crescere serenamente. La collaborazione con associazioni di categoria come **Aidda** è cruciale. Permette di adattare le strategie alle esigenze reali del mercato del lavoro.