A Bollate, detenuti hanno preparato un pranzo di Pasquetta per accogliere famiglie dall'esterno, invertendo i ruoli tradizionali. L'iniziativa fa parte del progetto "Aggiungi un detenuto a tavola", volto a creare legami tra carcere e società.
Detenuti accolgono famiglie per Pasquetta
Trenta persone recluse nella casa di reclusione di Bollate hanno organizzato un pranzo speciale. Hanno preparato il pasto e invitato famiglie dall'esterno. Questa iniziativa inverte il consueto schema di accoglienza. Si tratta di una Pasquetta dal significato simbolico profondo.
L'evento fa parte della quarta edizione del progetto “Aggiungi un detenuto a tavola”. L'associazione Catena in Movimento ha promosso l'iniziativa. Essa è nata nel 2017 proprio all'interno del carcere di Bollate. Il fondatore è Cristian Loor Loor, un detenuto ecuadoriano.
Il progetto "Aggiungi un detenuto a tavola"
Cristian Loor Loor ha scontato una pena di dieci anni. Durante la detenzione, ha rinunciato ai permessi. Ha deciso di fondare una Onlus per ridare dignità ai reclusi. L'associazione si occupa di attività di volontariato. Sono nati laboratori tessili e iniziative per creare una comunità. Questa comunità unisce chi è ancora dentro e chi è fuori dal carcere.
Loor Loor ha raccontato la sua esperienza. «Quando sono uscito dal carcere, avevo bisogno che qualcuno mi aprisse una porta di casa», ha spiegato. Molte persone detenute non hanno un posto dove andare. Non hanno nessuno che le aspetti dopo il rilascio. Da questa consapevolezza è nato il progetto. Ogni volta che un detenuto si siede a tavola con una famiglia, nasce una nuova possibilità. Una possibilità che lui ha cercato per anni.
«Non è solo un evento», ha sottolineato Loor Loor. «È un gesto che si ripete, che costruisce fiducia, ricuce relazioni, abbatte i muri dell’indifferenza. Costruiamo ponti di inclusione anche tra istituti di pena».
Iniziative estese in Lombardia
Attualmente, il progetto coinvolge diversi penitenziari in Lombardia. Sono previsti quattro momenti distinti. Un pranzo collettivo si terrà al Lago Mezzetta, a Trezzano sul Naviglio. Detenuti di Bollate e della Casa Circondariale di Monza parteciperanno. Condivideranno il pranzo di Pasqua con volontari e cittadini. L'evento è definito “All inclusive” nella pratica.
La collaborazione per l'evento è con le associazioni Milano Positiva e Salvambiente. Inoltre, come accaduto nelle scorse Pasque, alcune famiglie di Milano e dell'hinterland ospiteranno detenuti in permesso premio. Altri istituti che non possono partecipare fisicamente riceveranno colombe pasquali. Cristian Loor Loor e altri volontari hanno effettuato la consegna. Questo è avvenuto la mattina precedente.
Il ruolo del personale carcerario
Cristian Loor Loor fatica a credere a quanto realizzato negli anni. Ha però evidenziato un aspetto fondamentale. «Il progetto non sarebbe nato senza il lavoro paziente e silenzioso di chi, dentro il carcere, ha creduto che le persone possano cambiare», ha affermato. Ha citato specificamente Simona Gallo. Lei è Funzionario Giuridico Pedagogico del carcere di Bollate.
La dottoressa Gallo ha costruito un ponte tra l'istituzione carceraria e la comunità esterna. Ha sostenuto con rigore e umanità i percorsi individuali dei detenuti. Il suo impegno è stato cruciale per il successo di queste iniziative di reinserimento sociale.
Domande e Risposte
Chi ha organizzato il pranzo di Pasqua inclusivo a Bollate?
Il pranzo è stato organizzato da 30 detenuti della casa di reclusione di Bollate, nell'ambito del progetto “Aggiungi un detenuto a tavola” promosso dall'associazione Catena in Movimento.
Qual è l'obiettivo del progetto “Aggiungi un detenuto a tavola”?
L'obiettivo del progetto è creare un ponte tra il carcere e la società, abbattendo i muri dell'indifferenza e costruendo fiducia e relazioni attraverso gesti di inclusione.