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Una coppia è stata condannata a Treviso per aver raggirato un uomo con fragilità psichiche e per aver commesso truffe online. Le pene inflitte sono di tre anni e due mesi per lui e due anni e due mesi per lei.

Coppia condannata per gravi reati a Treviso

Il Tribunale di Treviso ha emesso sentenze significative contro Antonio Marcurio, sessantenne residente in città, e Sophiatou Ahannougbe, trentacinquenne di origine nigeriana. Entrambi sono stati riconosciuti colpevoli di circonvenzione di incapace e truffa in concorso. Le pene comminate riflettono la gravità dei reati contestati.

Marcurio, già gravato da precedenti specifici, ha ricevuto una condanna a tre anni e due mesi di reclusione. La sua complice, Ahannougbe, è stata condannata a due anni e due mesi. I giudici hanno stabilito la loro responsabilità in merito a una serie di azioni illecite.

Le accuse si concentrano sull'aver approfittato della vulnerabilità di un uomo per ottenere carte di credito prepagate. Successivamente, queste carte sarebbero state utilizzate per perpetrare truffe attraverso piattaforme di compravendita online. L'episodio risale al novembre del 2018.

Metodi ingannevoli per sfruttare una vittima vulnerabile

Secondo quanto ricostruito dalla Procura, i due imputati avrebbero agito in stretta collaborazione. La loro strategia prevedeva di sfruttare la ridotta capacità di autodeterminazione della vittima. Quest'ultima soffriva di un disturbo della personalità di tipo schizoide, con tratti marcati di dipendenza passiva.

La vittima sarebbe stata indotta a sottoscrivere ben tre contratti per l'attivazione di carte prepagate PostePay Evolution. Una volta ottenute le carte, i condannati se ne sarebbero appropriati. L'obiettivo era chiaro: utilizzarle come vero e proprio strumento finanziario per commettere ulteriori reati.

La fragilità della vittima è stata quindi sfruttata per creare una base operativa per attività criminali. Le carte prepagate, ottenute con l'inganno, sono diventate il mezzo per raggiungere scopi illeciti.

La truffa online ai danni di una venditrice

Uno degli episodi chiave riguarda una truffa ai danni di una donna residente a Trichiana, in provincia di Belluno. La vittima aveva messo in vendita online una cassettiera e un mobile bar antico sulla piattaforma Subito.it. Marcurio e Ahannougbe avrebbero utilizzato una delle carte prepagate sottratte alla vittima per contattare la venditrice.

Fingendosi interessati all'acquisto, i due avrebbero convinto la donna di dover recarsi presso uno sportello ATM. Le avrebbero detto che era necessario seguire precise istruzioni telefoniche per ricevere l'accredito del pagamento. La venditrice, credendo di incassare denaro, è stata invece indotta a effettuare una ricarica.

La somma trasferita indebitamente ammontava a 900 euro. Questi fondi sono stati caricati sulla carta PostePay intestata alla vittima originaria, dimostrando la sofisticazione del raggiro.

Il contesto di Treviso e le truffe online

La città di Treviso, come molte altre realtà urbane, è teatro di crescenti fenomeni di criminalità informatica. Le truffe online rappresentano una minaccia costante per cittadini e imprese. La facilità di accesso alle piattaforme di compravendita e la diffusione degli strumenti di pagamento digitale rendono il web un terreno fertile per attività illecite.

In questo caso specifico, l'elemento della circonvenzione di incapace aggiunge un ulteriore livello di gravità. Sfruttare la vulnerabilità di persone con fragilità psichiche è considerato un reato particolarmente odioso. Le forze dell'ordine e la magistratura sono costantemente impegnate nel contrasto a questi fenomeni.

Le sentenze emesse dal Tribunale di Treviso sottolineano l'importanza della vigilanza e della consapevolezza. È fondamentale che i cittadini siano informati sui rischi legati alle transazioni online e sulle tecniche utilizzate dai truffatori. La collaborazione tra cittadini e autorità è essenziale per prevenire e reprimere questi crimini.

Le implicazioni legali e sociali

La circonvenzione di incapace è un reato previsto dall'articolo 643 del Codice Penale. Punisce chiunque approfitti dello stato di infermità o di deficienza psichica di una persona per procurare a sé o ad altri un profitto. La pena è della reclusione da due a sei anni e della multa da 516 a 2.065 euro.

La truffa, invece, è disciplinata dall'articolo 640 del Codice Penale. Prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da 51 a 1.032 euro. Nei casi aggravati, come quello di specie dove vi è il concorso di persone e l'utilizzo di mezzi informatici, le pene possono aumentare.

La recidiva reiterata specifica infraquinquennale, contestata a Marcurio, è una circostanza aggravante che comporta un aumento della pena. Indica che l'imputato ha già commesso reati simili in passato e non ha tratto insegnamento dai precedenti.

La sentenza del Tribunale di Treviso invia un messaggio chiaro: la giustizia non tollera chi sfrutta la debolezza altrui per arricchirsi illecitamente. Le pene inflitte mirano non solo a punire i colpevoli, ma anche a dissuadere altri dal compiere azioni simili.

Prevenzione e informazione contro le truffe

Le autorità locali e nazionali promuovono campagne di informazione per sensibilizzare la popolazione sui rischi delle truffe online. Consigli pratici includono: non condividere mai dati sensibili (password, codici PIN, numeri di carte) con sconosciuti, diffidare da offerte troppo vantaggiose, verificare sempre l'identità dei venditori o acquirenti, e non effettuare pagamenti anticipati senza garanzie.

In caso di sospetto o di essere vittima di una truffa, è fondamentale sporgere denuncia alle forze dell'ordine. La tempestività della segnalazione può aiutare a recuperare i beni sottratti e a identificare i responsabili.

La vicenda di Treviso evidenzia la necessità di un'attenzione costante nel mondo digitale. La tecnologia offre grandi opportunità, ma richiede anche una maggiore prudenza e consapevolezza dei rischi.