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L'aumento dei costi del carburante minaccia i servizi di trasporto essenziali per anziani e disabili nel Trevigiano, gestiti da associazioni di volontariato. Si teme una riduzione delle prestazioni a danno delle fasce più deboli.

Crisi carburanti impatta trasporti sociali

L'impennata dei prezzi dei carburanti, stimata intorno al 20%, sta generando forte preoccupazione. Questa situazione economica rischia di compromettere seriamente l'operatività delle associazioni di volontariato. Queste organizzazioni svolgono un ruolo cruciale nel fornire trasporti a persone anziane e con disabilità. La rete associativa “Stacco” è particolarmente colpita. I suoi volontari assistono quotidianamente persone fragili. I trasporti sono diretti verso strutture sanitarie, studi medici e negozi.

Gli aumenti dei costi di gestione potrebbero costringere la rete a ridurre il numero di persone assistite. Attualmente, oltre 600 volontari operano nella Marca Trevigiana. Offrono un servizio completamente gratuito agli utenti. Queste persone, a causa della loro fragilità fisica e sociale, dipendono da questi trasporti. Senza questo supporto, potrebbero rinunciare a visite mediche essenziali. Potrebbero anche avere difficoltà negli acquisti di beni di prima necessità.

Le conseguenze di tale interruzione del servizio sarebbero gravi. Si parla di rinunce a visite mediche fondamentali. Si rischiano anche difficoltà nell'accesso a farmacie e supermercati. Questo scenario aggraverebbe ulteriormente la condizione di isolamento e fragilità di molti cittadini. La sostenibilità del servizio è messa a dura prova dagli attuali costi del petrolio.

Numeri e impatto del servizio di volontariato

Nell'ultimo anno di attività, da novembre 2024 a ottobre 2025, i volontari hanno percorso una distanza considerevole. Sono stati registrati 245.795 chilometri percorsi. Il numero di trasporti solidali effettuati ha raggiunto quota 7.886. Questo dato rappresenta un incremento del 12% rispetto all'anno precedente. Il servizio copre un'ampia area geografica, raggiungendo 75 comuni della provincia di Treviso.

Le persone che hanno beneficiato di questo prezioso supporto sono state 1.302. Il motore di questa rete sono i volontari. Sono 610 in totale, di cui 479 autisti. Hanno dedicato oltre 40.000 ore al servizio. Il valore economico stimato di queste ore di volontariato supera gli 800mila euro. Questo calcolo si basa su un valore di 20 euro per ora di volontariato.

La flotta utilizzata per i trasporti comprende 109 mezzi. Di questi, 31 sono automobili, 25 auto attrezzate, 3 pulmini e ben 50 pulmini specificamente equipaggiati per il trasporto di persone con disabilità. Un dato significativo riguarda il supporto al Progetto Sollievo Alzheimer. Nel 2025 sono stati effettuati 3.757 accompagnamenti verso i Centri Sollievo. Questo dimostra l'impegno specifico verso persone affette da questa patologia.

Sono 28 le associazioni del Trevigiano che collaborano attivamente a questa rete. La Regione del Veneto fornisce un sostegno economico annuale. Il contributo per il territorio trevigiano ammonta a 160mila euro. Queste risorse sono destinate al rifornimento e alla manutenzione dei mezzi, oltre ad altre spese fisse. È importante sottolineare che gli operatori non ricevono alcun compenso, essendo la loro un'attività volontaria.

Richiesta di aiuto e prospettive future

L'associazione “St.acco” Treviso opera nel territorio dal 2014. Il progetto è coordinato da Volontarinsieme OdV. I volontari si riuniranno a breve per discutere la situazione critica. La presidente di Volontarinsieme OdV, Anna Corò, esprime grande preoccupazione. «La situazione è critica», afferma. Gli aumenti dei costi di rifornimento mettono a rischio l'intero sistema di trasporti solidali. Questo aggrava una condizione già precaria.

Le associazioni affrontano costi elevati per la gestione e la manutenzione dei mezzi. Inoltre, il numero di volontari è limitato. La burocrazia è un altro onere significativo, equiparando le associazioni a imprese. Nonostante il buon coordinamento del trasporto sociale nel Trevigiano, il carico di richieste supera le risorse disponibili. La differenza viene coperta dai volontari, spesso con le proprie finanze.

«Il sistema regge, ma scaricando verso il basso», spiega Corò. Se i trasporti sociali si fermassero, le conseguenze ricadrebbero sulle persone fragili. Sono i soggetti più deboli della società a pagare il prezzo più alto. Per questo motivo, si chiede un confronto urgente con la Regione e i Comuni. L'obiettivo è trovare una soluzione duratura per garantire la continuità dei servizi. Il ruolo delle associazioni è vitale per il tessuto sociale.

Il loro supporto alle fasce più deboli beneficia l'intera comunità locale. Il problema non è solo organizzativo o temporaneo, ma strutturale. Evidenzia responsabilità sistemiche e legate al contesto territoriale. Serve quindi una risposta pubblica concreta, che vada oltre la buona volontà. La sostenibilità di questi servizi è fondamentale per garantire dignità e inclusione sociale a tutti i cittadini.