Referendum Treviso: strappati manifesti per il No e imbrattati quelli del Pd
Vandalismo elettorale nel Trevigiano
Nella provincia di Treviso, durante il fine settimana, si sono verificati gravi episodi di vandalismo contro la propaganda referendaria. I manifesti del comitato provinciale «Società civile per il No nel referendum costituzionale» sono stati strappati in diverse zone, tra cui Ormelle e Meduna.
A questi atti si aggiungono quelli ai danni dei manifesti del Partito Democratico, imbrattati con scritte e simboli riconducibili a ideologie estremiste, come svastiche. Gli episodi hanno suscitato forte preoccupazione tra i promotori della campagna.
Denuncia di clima politico teso
Michele Seno, referente del comitato «Società civile per il No», ha denunciato con fermezza gli accadimenti, definendoli «gesti codardi dei soliti noti». Secondo Seno, questi atti non colpiscono solo la carta stampata, ma ledono il diritto fondamentale alla libertà di espressione politica e all'informazione dei cittadini.
Il referente ha inoltre sottolineato come la situazione rifletta un clima politico sempre più polarizzato, dove il confronto civile e responsabile tra posizioni diverse viene a mancare. A supporto della sua tesi, Seno ha citato la mancata partecipazione di una controparte autorevole a un recente incontro con Piercamillo Davigo, evidenziando una crescente difficoltà nel dialogo.
Intervento delle forze dell'ordine
A seguito delle denunce, la Questura di Treviso e le altre forze dell'ordine sono state prontamente allertate per indagare sugli episodi di vandalismo. Le autorità competenti stanno raccogliendo informazioni per identificare i responsabili di questi atti illegali.
Nel frattempo, è già stata annunciata la sostituzione dei manifesti strappati e vandalizzati, al fine di ripristinare la visibilità della campagna referendaria e garantire il diritto all'informazione degli elettori. L'obiettivo è contrastare questi tentativi di intimidazione e riaffermare la libertà di espressione.