Cronaca

Omicidio stradale: meno morti in Veneto, ma calano i sinistri

23 marzo 2026, 10:15 3 min di lettura
Omicidio stradale: meno morti in Veneto, ma calano i sinistri Immagine generata con AI Treviso
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Dieci anni di omicidio stradale in Veneto

Sono trascorsi dieci anni dall'entrata in vigore della legge che ha introdotto i reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali. Questa normativa, frutto di un lungo iter parlamentare, ha rappresentato una svolta nel tentativo di migliorare la sicurezza sulle strade italiane.

Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona e membro dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani in Viabilità Italia, sottolinea i primi risultati ottenuti. Sebbene i dati definitivi per il 2025 siano ancora attesi dall'ISTAT, è possibile tracciare un bilancio preliminare basato sulle statistiche ufficiali delle province venete.

Calo dei decessi, ma non dei sinistri

Nel 2016, le strade del Veneto hanno registrato 344 vittime. Nel 2024, questo tragico numero è sceso a 269, segnando una diminuzione del 21,80%. Le proiezioni per il 2025 suggeriscono un ulteriore calo, portando la riduzione complessiva nell'arco di un decennio a quasi il 30%.

Tuttavia, il numero totale di sinistri stradali rilevati dalle forze dell'ordine nella regione mostra un calo meno marcato, attestandosi all'8,34%. Si è passati da 14.034 incidenti nel 2016 a 12.864 nel 2024. Anche il numero dei feriti ha subito una contrazione limitata, scendendo del 10,04% da 19.142 a 17.221.

Analisi per provincia: Verona e Vicenza in calo

La provincia di Verona ha visto una diminuzione dei decessi del 23% (da 78 a 60), con un calo del 5% per i feriti e del 4,39% per gli incidenti. A Vicenza, i morti sono crollati del 42% (da 50 a 29), con una riduzione del 14,44% dei feriti e del 12,19% degli incidenti.

Anche Rovigo ha registrato un calo dei decessi del 42,11% (da 19 a 11), accompagnato da una diminuzione del 10,15% dei feriti e dell'11,55% dei sinistri. A Padova, i decessi sono diminuiti del 25,76% (da 66 a 49), con un calo del 13% dei feriti e del 12,27% degli incidenti.

Venezia ha visto un calo del 14,29% dei decessi (da 56 a 48), ma una riduzione più contenuta per feriti (5,54%) e incidenti (4,69%). Treviso mostra un calo minimo dei morti (-3,13%, da 64 a 62), mentre feriti e sinistri sono diminuiti rispettivamente del 16,49% e del 10,63%.

La provincia di Belluno rappresenta un'eccezione, con un calo del 9,09% dei decessi (da 11 a 10), ma un aumento sia dei feriti (+5,56%) che dei sinistri (+6,65%).

Criticità e prospettive future

Altamura evidenzia come i risultati avrebbero potuto essere migliori, confrontandoli con l'efficacia della patente a punti introdotta nel 2003, che portò a una drastica riduzione dei decessi a livello nazionale. Tra le cause di un progresso più lento, il comandante cita la carenza di pattuglie sulle strade, dovuta ai tagli ai bilanci comunali e alla ridotta assunzione di agenti di polizia locale.

Un altro fattore critico è la forte opposizione agli strumenti di controllo della velocità, più marcata in Italia rispetto ad altri paesi europei. Inoltre, l'assenza di un'aggravante specifica per l'uso del cellulare alla guida nei nuovi reati di omicidio e lesioni stradali viene vista come una lacuna significativa, dato che la distrazione da smartphone è una causa frequente di incidenti gravi.

Le speranze sono rivolte al futuro, con l'obiettivo fissato dall'Unione Europea di ridurre del 50% le vittime della strada nel decennio 2021-2030. Un traguardo che, secondo Altamura, sarà difficile da raggiungere con l'attuale trend.

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