I mercati ortofrutticoli del Veneto hanno superato il miliardo di euro di valore generato nel 2025, un traguardo non raggiunto dal 2010. L'analisi di Veneto Agricoltura evidenzia un aumento dei prezzi ma un calo dei volumi scambiati.
Crescita del valore nei mercati veneti
I mercati ortofrutticoli della regione Veneto hanno registrato un valore complessivo superiore a un miliardo di euro. Questo risultato non si verificava dal 2010. I dati ufficiali, pubblicati da Veneto Agricoltura, confermano il superamento di questa importante soglia. L'analisi ha riguardato i 15 mercati ortofrutticoli attivi nella regione.
Nella scorsa annata, questi mercati hanno quasi raggiunto 1,1 miliardi di euro. Si tratta di un incremento del 19,6% rispetto all'anno precedente. Rispetto al 2016, la crescita è stata del 14,7%. Questo dato positivo è stato reso possibile principalmente dall'aumento del prezzo medio della merce. Il valore medio al chilogrammo è salito a 1,59 euro.
Questo rappresenta un aumento del 20,8% rispetto all'anno precedente. Confrontato con il 2016, l'incremento è stato del 60,7%. La situazione dei volumi smerciati, tuttavia, mostra un andamento opposto. I mercati regionali hanno movimentato 678 mila tonnellate di merci. Questo dato segna un lieve calo dell'1% rispetto all'anno precedente.
Volumi in calo, concentrazione dei mercati
Negli ultimi dieci anni, si è assistito a una contrazione dei volumi scambiati. La diminuzione è stata del 28,7%. Contemporaneamente, il numero dei mercati attivi è sceso da 19 a 15. Questa riduzione, pari al 21%, indica un processo di concentrazione degli scambi commerciali. Si nota anche lo sviluppo di canali di distribuzione alternativi.
Analizzando le categorie merceologiche, gli ortaggi si confermano come la categoria più commercializzata. Hanno raggiunto 386.000 tonnellate, con un aumento del 3,4% rispetto all'anno precedente. Seguono la frutta fresca, con 186.000 tonnellate (-14%). Gli agrumi hanno movimentato 101.000 tonnellate (+11,8%). La frutta secca ha registrato 5.000 tonnellate (+9,6%).
Circa il 90% dei volumi totali si è concentrato nei mercati di redistribuzione principali. Questi sono quelli di Verona, Padova e Treviso. Tutti e tre questi mercati hanno registrato un lieve calo rispetto all'anno precedente. Le percentuali sono state rispettivamente del -1,5%, -0,3% e -2,7%. Anche i mercati terminali o al consumo hanno visto una diminuzione del 3,8%. Questo calo è dovuto principalmente alle performance negative a Bassano del Grappa e Vicenza.
Mercati alla produzione in crescita
In controtendenza, i mercati alla produzione hanno mostrato un incremento. Questo aumento è stato trainato dalle buone prestazioni della sede di Lusia, che ha registrato un +6,9%. Guardando ai flussi di merci, il quadro è piuttosto variegato. La provenienza delle merci in entrata è per il 52% da altre regioni italiane. Le principali provenienze sono Puglia, Sicilia ed Emilia-Romagna.
Il 27% delle merci proviene dall'estero. La Spagna e l'Olanda sono i principali paesi di origine. Il 20% delle merci proviene dalla produzione locale veneta. I prodotti in uscita sono stati assorbiti principalmente da clienti locali, che rappresentano il 52% del totale. Il 25% del totale è destinato all'export internazionale. Le destinazioni principali sono Austria, Slovenia e Croazia.
Il restante 23% è diretto verso località all'interno dei confini nazionali. Le regioni che assorbono maggiormente questi prodotti sono il Trentino-Alto Adige, il Friuli-Venezia Giulia e l'Emilia-Romagna. Tra gli acquirenti, i grossisti si confermano i principali attori. Hanno acquistato il 53,7% dei volumi, mantenendo la posizione dell'anno precedente. Al secondo posto si posiziona la Grande Distribuzione Organizzata (GDO), con il 28% del totale. Si è registrato un calo dell'8% per questo canale. Il canale dei dettaglianti fissi rappresenta l'11% del totale, con un incremento del 15,4%.
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