Cronaca

Abusi minori: indagine su giornalista e docente potrebbe spostarsi a Venezia

16 marzo 2026, 18:03 2 min di lettura
Abusi minori: indagine su giornalista e docente potrebbe spostarsi a Venezia Immagine generata con AI Treviso
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Indagine per abusi su minori: possibile spostamento a Venezia

Un'indagine in corso a Roma, riguardante gravi reati a sfondo sessuale su minori, potrebbe presto essere trasferita alla Procura di Venezia. Al centro delle accuse ci sono un giornalista di 48 anni e una docente di 52 anni, entrambi arrestati dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma.

Il motivo del potenziale trasferimento risiede nella competenza territoriale. Secondo quanto emerso dalle indagini preliminari, l'invio di materiale pedopornografico, nello specifico foto della figlia minore della docente al giornalista, sarebbe avvenuto da Treviso, città di residenza e di lavoro della donna.

Contatti internazionali e rischio inquinamento probatorio

Dall'analisi dei dispositivi elettronici sequestrati all'uomo, computer e cellulari, sono emersi elementi che suggeriscono possibili contatti con soggetti stranieri. Il giornalista, infatti, risultava iscritto a diversi canali Telegram dedicati allo scambio di materiale pedopornografico.

In relazione alle misure cautelari, il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) di Roma ha sottolineato il concreto rischio di reiterazione dei reati e di inquinamento probatorio. Per questo motivo, il GIP ha disposto l'interrogatorio di garanzia dei due indagati, che si terrà nelle prossime ore.

Reati contestati e sviluppi futuri

Le accuse mosse dalla Procura di Roma ai due arrestati includono violenza sessuale nei confronti di minori, produzione e detenzione di materiale pedopornografico, nonché accesso abusivo a sistemi informatici per tale scopo. La possibile trasmissione del fascicolo a Venezia mira a garantire una gestione più efficace delle indagini, data la localizzazione geografica dei fatti contestati.

La vicenda solleva ancora una volta l'allarme sulla diffusione di contenuti illegali online e sulla necessità di vigilanza costante per proteggere i minori. Le autorità competenti continueranno a monitorare gli sviluppi per accertare la piena responsabilità degli indagati.

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