Una diciassettenne di Ragusa è stata allontanata dalla famiglia e collocata in comunità. La giovane è accusata di auto-addestramento e apologia di terrorismo, mostrando interesse per lo Stato Islamico e la creazione di esplosivi. Le indagini proseguono per accertare eventuali contatti online.
Minore radicalizzata e vicina al terrorismo
Una giovane di 17 anni, residente nella provincia di Ragusa, è al centro di un'indagine per radicalizzazione. La ragazza, proveniente da una famiglia di imprenditori agricoli di origine albanese, è accusata di essersi auto-addestrata e di aver fatto apologia di terrorismo. La sua famiglia è ben integrata nel tessuto sociale locale.
Le forze dell'ordine hanno eseguito un'ordinanza di misura cautelare. La giovane è stata collocata in una comunità protetta. La decisione è stata presa dal Tribunale per i minorenni di Catania. Inizialmente, le accuse riguardavano solo l'apologia del terrorismo.
Successivamente, il monitoraggio delle attività online ha portato a nuove contestazioni. L'analisi del suo telefono cellulare ha rivelato un coinvolgimento nell'auto-addestramento. Questo addestramento era finalizzato ad attività terroristiche. Le indagini della Digos di Ragusa continuano attivamente.
Indagini scaturite da segnalazione
L'inchiesta è partita da una segnalazione dell'AISI. L'agenzia aveva rilevato contenuti jihadisti sui social media. La giovane utilizzava in particolare TikTok per diffondere materiale. La Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione ha poi identificato la minore.
Gli investigatori hanno approfondito la situazione anche in ambito scolastico. La Digos di Ragusa ha notato un cambiamento nelle sue abitudini. La ragazza aveva limitato le frequentazioni. Si relazionava principalmente con compagne di classe di religione islamica. La sua condotta era costantemente sotto osservazione.
Nel mese di maggio, è stata effettuata una perquisizione. Durante questa operazione, è stato sequestrato il suo dispositivo elettronico. L'analisi tecnica del telefono ha confermato il processo di radicalizzazione. Sono emersi elementi di forte interesse per la propaganda dello Stato Islamico.
Fascinazione per la violenza e la propaganda
L'analisi del telefono ha rivelato una chiara fascinazione per la narrativa dello Stato Islamico. Sono stati trovati riferimenti alla simbologia dell'estrema destra. La giovane creava contenuti e immagini. Si ipotizza l'uso di intelligenza artificiale per la loro generazione.
Ha condiviso materiale legato al radicalismo violento. Anche contenuti antisemiti sono stati rinvenuti. Le indagini hanno appurato contatti con presunti membri dello Stato Islamico. Sono stati identificati anche utenti che promuovevano azioni terroristiche.
Nei dispositivi sono stati trovati numerosi contenuti multimediali. Questi riguardavano lo Stato Islamico e altre organizzazioni jihadiste. Sono stati rinvenuti video di esecuzioni sommarie di prigionieri. Presente anche materiale apologetico del Daesh.
Manuali di esplosivi e aggressioni
Sono stati scoperti manuali relativi all'auto-addestramento. Trovata anche documentazione sulla fabbricazione di esplosivi. La ragazza aveva condiviso video di aggressioni violente. Tra questi, quello avvenuto a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. Lì uno studente aveva aggredito una docente.
Tutti questi elementi hanno portato all'adozione della misura cautelare. La giovane è stata quindi collocata in una comunità per minori. Le indagini mirano a ricostruire l'intera rete di contatti online della diciassettenne.