Condividi

Il tribunale del riesame ha annullato la sospensione del direttore dell'Appa. L'accusa di aver favorito imprenditori nel traffico di rifiuti è stata ridimensionata.

Annullata la sospensione del direttore Appa

Il tribunale del riesame di Trento ha stabilito la revoca della sospensione per Flavio Ruffini. Egli ricopre la carica di direttore dell'Agenzia provinciale per l'ambiente (Appa). La misura interdittiva era stata precedentemente disposta dal giudice per le indagini preliminari, Enrico Borrelli.

La decisione del riesame giunge a seguito di un'analisi approfondita degli atti processuali. Si è valutato l'atteggiamento tenuto dal direttore Ruffini. Quest'ultimo è stato descritto come pigro e indolente. Tale comportamento era finalizzato a evitare verifiche complesse e costose. Queste ultime avrebbero richiesto la collaborazione di enti esterni all'Appa.

Tuttavia, il tribunale ha escluso che questa inerzia fosse legata a collusioni. Non vi sarebbero stati accordi con la parte imprenditoriale. Questa parte era interessata all'utilizzo e alla commercializzazione delle ceneri. Le ceneri in questione derivavano dagli impianti di cogenerazione di Lasa e Versciaco.

Nessun favore agli imprenditori nel traffico illecito

La motivazione principale del tribunale del riesame è chiara. L'atteggiamento di Ruffini non era funzionale a favorire gli imprenditori. Non vi era l'intento di agevolare la prosecuzione di attività illecite. In particolare, non risulta dagli atti che l'indagato, nonostante il suo ruolo apicale, intendesse accettare il rischio. Il rischio era quello che persone senza scrupoli potessero continuare attività inquinanti.

Queste attività avrebbero potuto arrecare danni alla salute e all'ambiente. La sospensione dal pubblico ufficio, che sarebbe durata un anno, è stata quindi annullata. Ruffini risulta tra i 19 indagati nell'ambito dell'inchiesta denominata «Carbone delle Alpi». L'indagine è condotta dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Trento.

I carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) hanno svolto le indagini. Le ipotesi di reato, a vario titolo, includono l'attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti transnazionale. Vi è anche l'accusa di frode nel commercio. La decisione del riesame rappresenta un punto di svolta per il direttore dell'Appa.

Contesto dell'inchiesta "Carbone delle Alpi"

L'inchiesta «Carbone delle Alpi» mira a fare luce su un presunto traffico illecito di rifiuti. Le indagini si concentrano sulla gestione dei sottoprodotti degli impianti di cogenerazione. In particolare, si analizza il destino delle ceneri prodotte a Lasa e Versciaco. L'ipotesi è che queste ceneri siano state illecitamente commercializzate, creando un danno ambientale.

Il ruolo di Flavio Ruffini, come direttore dell'Appa, era quello di vigilare e controllare le attività ambientali sul territorio. La sua sospensione era legata alla presunta inerzia nel gestire le problematiche emerse. L'accusa era di aver agevolato, con la sua condotta, gli interessi di imprenditori coinvolti in traffici illeciti.

La decisione del tribunale del riesame, tuttavia, ridimensiona significativamente queste accuse. Viene sottolineata l'assenza di un dolo specifico volto a favorire attività criminali. La pigrizia o l'indolenza, sebbene contestate, non sono state ritenute sufficienti a giustificare la misura interdittiva.

La vicenda giudiziaria è ancora in corso per gli altri indagati. Le indagini della Dda e del Noe proseguono per accertare la piena responsabilità di tutti i soggetti coinvolti. L'obiettivo è chiarire la natura e l'estensione del traffico illecito di rifiuti e delle frodi commerciali contestate.