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Italia Nostra si oppone fermamente a un nuovo impianto fotovoltaico a Trento. L'associazione critica l'uso del terreno e la gestione del progetto, evidenziando preoccupazioni ambientali e paesaggistiche.

Critiche alla localizzazione dell'impianto

Italia Nostra manifesta la sua più netta opposizione a un progetto di impianto fotovoltaico. L'iniziativa riguarda un terreno di proprietà di Trentino Trasporti, situato nella zona della Vela, a Trento.

L'associazione lamenta l'impossibilità di presentare osservazioni formali sul progetto. I documenti relativi alle procedure di valutazione d'impatto ambientale non sarebbero più accessibili online. Italia Nostra ipotizza che il progetto sia stato ridimensionato. Questo avrebbe portato all'archiviazione della procedura di verifica di assoggettabilità ambientale.

Preoccupazioni ambientali e paesaggistiche

L'associazione sottolinea diversi motivi di contrarietà. L'installazione di pannelli a terra è considerata dannosa per il paesaggio. Si teme un'eccessiva invasione di strutture metalliche e superfici scure. Questi elementi altererebbero negativamente l'aspetto visivo dell'area.

Viene inoltre evidenziato l'incremento della temperatura superficiale dei pannelli. Questo contrasta con la necessità di mitigare gli effetti del riscaldamento estivo. Il cambiamento climatico rende queste misure ancora più urgenti. La tutela del suolo è un'altra preoccupazione fondamentale.

Si fa riferimento allo strato di terra vegetale, essenziale per la biodiversità. Questo strato è un vero e proprio ecosistema. La sua salvaguardia è vitale per l'equilibrio ambientale generale.

Uso improprio del terreno

Italia Nostra critica l'utilizzo del concetto di "area inutilizzata". Secondo l'associazione, la Provincia sembra considerare inutilizzabile un terreno solo perché non edificabile. Questo approccio viene definito improprio e fuorviante.

I documenti della Provincia suggerirebbero questa visione. Tuttavia, Italia Nostra ricorda che l'area era stata destinata ad altri scopi. La Variante al Prg del 2021 prevedeva la realizzazione di "parco-orti comunitari". Questi spazi erano pensati per l'incontro e la condivisione.

La realizzazione di tali orti avrebbe dovuto avvenire tramite un processo partecipativo. Cittadini e associazioni sarebbero stati coinvolti attivamente. Questo progetto mirava a creare un luogo di aggregazione sociale.

La storia dell'area della Vela

L'area di proprietà di Trentino Trasporti alla Vela non è affatto inutilizzabile per la comunità. Al contrario, la sua inattività attuale è dannosa per il territorio. L'associazione ricostruisce la storia del terreno.

La società Trentino Trasporti acquisì l'area dal Comune di Trento nei primi anni 2000. L'intenzione era di realizzare un rimessaggio per automezzi, funzionale all'attività dell'azienda. Successivamente, nel 2008, con la Variante per opere pubbliche, si richiese un ampliamento.

L'obiettivo era realizzare un intervento più strutturato. Tuttavia, l'azienda decise di concentrare tutte le funzioni nella nuova sede di Via Innsbruck. I circa tre ettari e mezzo alla Vela sono rimasti in uno stato di semi-abbandono.

Critica alla pianificazione territoriale

Italia Nostra conclude con una critica generale all'uso del Piano Regolatore Generale (Prg). L'associazione ritiene che il Prg venga utilizzato in modo strumentale. Non viene impiegato come strumento di programmazione territoriale lungimirante.

Viene invece utilizzato per legittimare necessità contingenti. Queste necessità non sembrano allineate con una visione organica e di lungo termine dell'assetto del territorio. L'associazione auspica una pianificazione più attenta e partecipata.

Le persone hanno chiesto anche:

Perché Italia Nostra è contraria all'impianto fotovoltaico alla Vela di Trento?
Italia Nostra si oppone per motivi paesaggistici, ambientali e di tutela del suolo. Critica inoltre l'uso del terreno, precedentemente destinato a parco-orti comunitari, e l'approccio alla pianificazione territoriale.

Quali erano i piani originali per l'area alla Vela di Trento?
L'area era stata individuata per la realizzazione di "parco-orti comunitari" attraverso un processo partecipativo. In precedenza, era stata acquisita da Trentino Trasporti per un rimessaggio di automezzi.