Nuova alleanza per la vita serale di Trento
Un tavolo di confronto tra rappresentanti dei pubblici esercizi e il Comitato Antidegrado di Trento ha segnato un punto di svolta. L'obiettivo è superare le tensioni tra residenti e locali, promuovendo una collaborazione per migliorare la vivibilità urbana.
L'incontro, tenutosi il 17 settembre 2026, ha visto la partecipazione di Walter Botto e Claudio Fini per i Pubblici Esercizi del Trentino, e Paola Lucin per il Comitato Antidegrado. Presente anche Mario Garavelli di Confcommercio Trentino.
Si è discusso di temi cruciali come la rumorosità, la pulizia degli spazi pubblici e la percezione di sicurezza. L'intento è definire chiaramente le responsabilità tra esercenti e amministrazione comunale.
Responsabilità condivise e prevenzione
È emersa una forte volontà di abbandonare la logica del conflitto. Si punta invece a un dialogo continuo per affrontare i problemi reali della città. La qualità della vita dei residenti e la vitalità dell'offerta serale non sono viste come esigenze contrapposte, ma come elementi complementari di un equilibrio urbano.
«Non ci interessa impostare questa discussione come uno scontro tra chi vuole una città viva e chi pretende il diritto alla quiete», ha dichiarato Walter Botto. «Sono due esigenze entrambe legittime e una città ben amministrata deve riuscire a tenerle insieme».
I pubblici esercizi si dichiarano disponibili a fare la loro parte, ma chiedono un metodo basato su problemi concreti, responsabilità definite e soluzioni condivise. Si vuole evitare la generalizzazione delle colpe, che penalizza anche le imprese virtuose.
La maggior parte degli esercenti opera nel rispetto delle regole, investendo nella qualità e mantenendo un rapporto positivo con il territorio. Questi locali contribuiscono all'animazione urbana e alla sicurezza, spesso segnalando situazioni problematiche.
Proposte operative per una città migliore
Sono state avanzate diverse proposte concrete per migliorare la convivenza. Tra queste, il progetto “Custodi della Notte”, che prevede personale qualificato nelle aree più sensibili per osservazione, accoglienza e mediazione. Questi addetti non sostituirebbero le forze dell'ordine, ma agirebbero in chiave preventiva per gestire schiamazzi, abbandono di rifiuti e primi segnali di conflitto.
Un altro strumento proposto è “Sguardo Condiviso”, un canale di comunicazione regolamentato tra esercenti e rappresentanti dei residenti. Questo permetterebbe di segnalare tempestivamente criticità e favorire risposte rapide, nel rispetto della privacy e della correttezza.
Si è discusso anche del “Patto del Plateatico Pulito”, un impegno degli esercizi a curare le aree circostanti le proprie attività, aumentando la disponibilità di cestini e migliorando la pulizia serale. L'idea è quella della corresponsabilità nella cura dello spazio urbano.
Iniziative per la qualità e la sostenibilità
È stata valutata la possibilità di riconoscere i “locali amici del quartiere”, premiando gli operatori che dimostrano un impegno concreto nella gestione responsabile. Criteri come la gestione dei flussi di clientela, la pulizia delle aree esterne e la formazione del personale potrebbero essere presi in considerazione.
Particolare attenzione è stata dedicata all'inquinamento acustico. I Pubblici Esercizi hanno proposto di valutare, insieme al Comune, nuovi bandi per sostenere gli investimenti in insonorizzazione. Interventi come serramenti ad alto isolamento, controsoffitti e sistemi di monitoraggio potrebbero ridurre l'impatto sonoro delle attività.
«La prevenzione deve diventare una parola concreta», ha affermato Walter Botto. «Se esistono soluzioni tecniche che permettono di ridurre l’impatto acustico delle attività, ha senso favorire gli investimenti degli operatori».
Un futuro di collaborazione
L'incontro ha anche toccato il tema della professionalità nel settore. L'Associazione intende promuovere una cultura imprenditoriale basata sulla competenza e sulla responsabilità sociale, contrastando l'improvvisazione.
Si è condivisa la necessità di basare le decisioni su dati concreti. È stata valutata positivamente l'idea di una mappatura congiunta delle zone più sensibili, considerando segnalazioni, caratteristiche delle attività e flussi di persone.
Su questa base, si potrebbe individuare una zona pilota per sperimentare le misure concordate, monitorandone gli effetti con indicatori precisi. L'obiettivo è creare un modello replicabile di gestione ordinaria della convivenza urbana.
«Vogliamo costruire un modello più intelligente: sostenere chi lavora correttamente, intervenire con decisione su chi viola le regole e mettere residenti, imprese e istituzioni nelle condizioni di collaborare», ha concluso Botto. «Una città sicura, curata, viva e accogliente è interesse di tutti».