Controlli a tappeto in Trentino hanno portato al sequestro di circa 2.000 chili di prodotti ittici e alimentari non idonei al consumo. L'operazione ha coinvolto grossisti e ristoranti, con sanzioni per decine di migliaia di euro.
Ispezioni sulla filiera ittica in provincia
Un'operazione coordinata ha interessato la filiera ittica in Provincia di Trento. L'intervento è stato guidato dal Centro di controllo area pesca della Direzione marittima di Venezia. L'obiettivo era verificare la corretta conservazione dei prodotti. Sono stati individuati circa 2.000 chili di prodotti ittici e alimentari. Questi presentavano gravi problemi di conservazione. Alcuni erano scaduti. Altri non rispettavano le norme di etichettatura e tracciabilità.
Le ispezioni sono durate tre giorni intensi. Al termine, sono state emesse 6 sanzioni amministrative. L'ammontare totale delle multe ha superato i 75.000 euro. È stata anche presentata una denuncia penale. L'attività di controllo ha preso avvio da un noto grossista. Questa attività rifornisce numerosi esercizi commerciali. Tra questi, alberghi e ristoranti. I locali serviti si estendono dal lago di Garda fino alle valli dolomitiche.
Gravi carenze igienico-sanitarie riscontrate
Fin da subito, gli ispettori hanno riscontrato gravi carenze. Queste riguardavano l'igiene e la sanità dei prodotti. I controlli si sono concentrati sulle celle frigorifere dell'azienda. Si è reso necessario il coinvolgimento del Servizio veterinario. Questo fa capo all'Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino. La collaborazione è stata fondamentale per proseguire le indagini. Le competenze di entrambi gli enti sono state messe a frutto.
Le verifiche approfondite hanno riguardato i prodotti refrigerati. Questi venivano conservati tra 0 e 4 gradi. Sono stati trovati 75 kg di prodotti ittici freschi. Tra questi, rombi, ombrine, ricciole e orate. Questi articoli erano in pessimo stato di conservazione. Presentavano alterazioni fisiche evidenti. Emanavano inoltre un odore acre e sgradevole. Sono stati riscontrati anche molluschi bivalvi. Questi avrebbero dovuto essere mantenuti vitali fino al consumo. Invece, non mostravano più segni di vita. Le valve erano aperte e i liquidi erano persi.
Situazione critica nelle celle dei prodotti congelati
L'ispezione si è poi spostata nelle celle dedicate ai prodotti congelati. Qui la temperatura era mantenuta a meno 20 gradi. La situazione è apparsa ancora più compromessa. Le condizioni di igiene e manutenzione erano carenti. Si è notata la presenza di sporco diffuso. C'era anche polvere e accumuli di ghiaccio sporco. Residui di confezioni danneggiate erano visibili ovunque. Queste condizioni hanno portato al blocco ufficiale dei locali. Il blocco è durato diversi giorni. L'obiettivo era identificare tutti i prodotti ittici e alimentari. Si cercavano quelli non tracciati, scaduti o conservati in modo non idoneo.
Complessivamente, sono stati sottoposti a sequestro. Altri sono stati avviati direttamente allo smaltimento. Si tratta di circa 600 chili di prodotti ittici e alimentari. È stata elevata una sanzione amministrativa di 2.000 euro. Il responsabile dell'azienda è stato deferito all'autorità giudiziaria. Le accuse riguardano il commercio di prodotti alimentari in cattivo stato di conservazione e alterazione.
Controlli anche in un ristorante etnico
L'operazione si è estesa anche a un rinomato ristorante etnico. Qui, gli ispettori della Guardia Costiera hanno individuato numerosi prodotti ittici. Questi erano privi di qualsiasi informazione di tracciabilità. Erano conservati nei frigoriferi del locale. Mancavano indicazioni su tipologia, origine, provenienza. Non c'erano dettagli sulle procedure di abbattimento o sulla scadenza. Anche in questo caso, è stato richiesto l'intervento congiunto. Hanno partecipato il Servizio Veterinario e l'Unità Operativa Igiene degli Alimenti e della Nutrizione dell'ASUIT.
Il motivo era l'elevato quantitativo di prodotti ittici e alimentari. Molti erano scaduti o non tracciati. Sono stati sequestrati e avviati allo smaltimento circa 1.400 chili di prodotti ittici. Questi erano già sfilettati. Erano pronti per essere serviti, anche a crudo. Tra i prodotti c'erano gamberi, mazzancolle, tonni, polpi, calamari, branzini, salmoni, scampi, ricciole e seppie. Anche il riso per il sushi era scaduto da mesi. È stata rilevata una violazione delle pratiche leali di informazione. Il menù digitale presentava informazioni ingannevoli. La natura e la qualità delle pietanze venivano presentate in modo errato. Alcune specie pregiate non corrispondevano a quanto dichiarato.