La Guardia di Finanza di Trento ha condotto migliaia di operazioni tra il 2025 e i primi mesi del 2026. Sono stati scoperti evasori fiscali, lavoratori irregolari e frodi sui fondi pubblici.
Controlli fiscali e lotta all'evasione
Nel periodo compreso tra l'inizio del 2025 e maggio 2026, la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Trento ha messo in campo circa 3.400 interventi ispettivi. A questi si aggiungono 657 indagini mirate a contrastare le attività illegali e le infiltrazioni criminali nel tessuto economico.
Questi sforzi, definiti un impegno "a tutto campo", mirano a proteggere sia le famiglie che le imprese del territorio. I dati sono stati resi noti in occasione del 252° anniversario della fondazione del corpo.
Le attività di controllo hanno permesso di identificare oltre 100 soggetti completamente sconosciuti al fisco. Si tratta di persone che esercitavano attività d'impresa o di lavoro autonomo senza alcuna dichiarazione. Sono stati inoltre scoperti 555 lavoratori impiegati in modo irregolare o completamente "in nero".
A seguito di queste scoperte, sono stati denunciati o verbalizzati 132 datori di lavoro. L'azione della Finanza ha anche individuato 24 casi di evasione fiscale internazionale. Questi casi riguardano società italiane che si fingevano stabilite all'estero (esterovestizioni) o che operavano di fatto in Italia pur avendo sede legale altrove.
L'ammontare complessivo delle evasioni fiscali internazionali accertate supera gli 110 milioni di euro. Queste operazioni hanno permesso di recuperare fondi illecitamente sottratti al fisco italiano attraverso l'uso di società estere.
Sequestri e contrasto ai reati tributari
Oltre 100 persone sono state denunciate per reati di natura tributaria. Di queste, 3 sono state tratte in arresto. I beni e le disponibilità finanziarie sequestrate, frutto di evasione e frodi fiscali, ammontano a oltre 9 milioni di euro.
In seguito a indagini delegate dall'Autorità giudiziaria, sono stati cautelati e segnalati all'Agenzia delle Entrate crediti d'imposta inesistenti o ad alto rischio. Questi riguardano incentivi edilizi ed energetici, per un valore superiore ai 4 milioni di euro.
Parallelamente all'azione repressiva, la Guardia di Finanza promuove attivamente la prevenzione dei fenomeni fraudolenti. Sono state avanzate 24 proposte per la cessazione della partita IVA e la cancellazione dalla banca dati Vies.
Queste misure sono state rivolte a soggetti economici considerati a rischio fiscale. Sono stati effettuati 25 interventi in materia di accise e 17 nel settore doganale. Tali operazioni hanno portato al sequestro di 29 chilogrammi di tabacchi di contrabbando.
Inoltre, sono state sequestrate oltre 58 tonnellate di prodotti petroliferi. Questi erano in transito nella regione ma destinati all'evasione d'imposta. Le attività contro il gioco e le scommesse illegali hanno portato alla verbalizzazione di 73 soggetti.
Fondi PNRR, spesa pubblica e frodi
Per quanto concerne i progetti e gli investimenti finanziati con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), sono stati denunciati 24 soggetti. Sono stati accertati circa 12 milioni di euro derivanti da compensazioni di crediti d'imposta non spettanti.
Sono stati inoltre individuati contributi e finanziamenti indebitamente percepiti o richiesti. In materia di appalti pubblici finanziati dal PNRR, sono stati denunciati 7 soggetti.
Sul fronte della spesa pubblica nazionale, i controlli sulle prestazioni sociali hanno portato alla denuncia di 25 soggetti. Sono state accertate frodi per oltre 150 mila euro. Queste frodi riguardano l'indebita percezione di sussidi come il reddito di cittadinanza e l'assegno di inclusione.
In relazione ad altri incentivi concessi alle imprese, finanziati con fondi diversi dal PNRR, sono state individuate frodi per circa 37 milioni di euro. Queste hanno comportato la denuncia di 32 soggetti e il sequestro di beni per circa 4 milioni di euro.
L'azione di contrasto alle frodi ai danni delle risorse europee ha permesso di accertare, nella provincia di Trento, contributi indebitamente percepiti per oltre 3,8 milioni di euro. Nell'ambito della collaborazione con la Corte dei Conti, sono state condotte 16 indagini sulla spesa pubblica.