Aggiornamenti significativi per l'Assegno Unico Provinciale in Trentino. La Giunta ha introdotto nuove regole per la Quota A, focalizzandosi sull'attivazione lavorativa e sull'incompatibilità con l'assegno di inclusione.
Nuove regole per l'accesso alla Quota A
La Giunta provinciale ha approvato importanti modifiche alla disciplina della Quota A dell'Assegno Unico Provinciale. Queste novità saranno valide per il periodo dal 1 luglio 2026 al 30 giugno 2027. L'obiettivo è rendere la misura più efficace nel promuovere l'autonomia.
Il vicepresidente Achille Spinelli ha sottolineato l'importanza dell'attivazione lavorativa. La Quota A non deve essere solo un aiuto economico. Deve diventare uno strumento per favorire l'inserimento nel mondo del lavoro. Questo è visto come un fattore chiave per l'inclusione sociale e la dignità personale.
La nuova disciplina mira a sostenere le famiglie ma anche a responsabilizzarle. Si vogliono creare percorsi concreti di inserimento lavorativo. L'intento è aiutare le persone a superare situazioni di fragilità. Si punta a costruire una prospettiva di stabilità futura per tutti i beneficiari.
Condizionalità e meccanismo di "decalage"
La delibera definisce le linee guida per l'attuazione della Quota A. Viene introdotta una regola generale per i beneficiari. È richiesta l'attivazione lavorativa per tutti i componenti del nucleo familiare. Questo vale per chi è privo di impiego o ha contratti brevi.
Per garantire il rispetto di questo obbligo, saranno introdotti strumenti di monitoraggio. Chi non si attiverà per migliorare la propria situazione occupazionale subirà una riduzione graduale del beneficio. Questo meccanismo è stato definito "decalage". Serve a disincentivare comportamenti non collaborativi.
Specifici criteri verranno applicati per la riduzione dell'importo. Sarà necessario accertare il mancato rispetto di un periodo minimo di occupazione. Verrà anche verificata una soglia reddituale nei 12 mesi precedenti la domanda. Il "decalage" si applicherà alle domande successive al periodo 1 luglio 2026 - 30 giugno 2027.
Incompatibilità con l'assegno di inclusione
Una novità di rilievo è l'introduzione dell'incompatibilità. Non sarà più possibile ricevere contemporaneamente la Quota A e l'assegno di inclusione. Si passa da un criterio di non cumulabilità a uno di totale incompatibilità.
Chi percepisce l'assegno di inclusione non potrà più fare domanda per la Quota A dell'Assegno Unico Provinciale. Questa modifica mira a evitare sovrapposizioni di aiuti. Si cerca di razionalizzare l'erogazione dei sostegni economici.
La delibera richiama anche il nuovo indicatore "Povertà". Questo indicatore è stato introdotto nella nuova disciplina dell'ICEF. È un criterio fondamentale per accedere alla Quota A. Il valore richiesto è fissato a 0,165.
Rimodulazione dell'indicatore per disabilità
Vengono introdotti criteri specifici per rimodulare l'indicatore ICEF. Questo avverrà per i nuclei familiari con componenti disabili. Si considerano determinate classi di non autosufficienza. La rimodulazione terrà conto del numero dei componenti del nucleo. Sarà valutato anche il grado di invalidità riconosciuto.
La riforma sarà accompagnata da un attento monitoraggio. La struttura provinciale competente verificherà l'efficacia delle nuove misure. Si valuterà l'impatto sui nuclei familiari interessati. Questo è stato deciso anche a seguito di osservazioni emerse sul confronto tra condizionalità e "decalage".
Per le altre quote dell'Assegno Unico Provinciale (B1, B3, C e C2), la normativa resta invariata. La loro disciplina è stata prorogata al 31 dicembre. Non ci sono quindi cambiamenti per queste componenti del sostegno.