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Le lavoratrici addette alla sanificazione negli ospedali trentini attendono risposte concrete sul loro futuro lavorativo. Il cambio appalto, previsto a breve, genera incertezza a causa di ritardi nella comunicazione dei dati del personale da parte dell'azienda uscente.

Incertezza sul futuro occupazionale nel settore sanitario

Il processo di passaggio di consegne per la gestione dei servizi di sanificazione e pulizia negli ospedali della provincia di Trento sta incontrando ostacoli significativi. Nonostante l'avvicinarsi della scadenza, fissata a meno di un mese, le lavoratrici coinvolte non hanno ancora ricevuto le necessarie garanzie riguardo al loro impiego. La situazione crea un clima di forte apprensione tra il personale interessato e le organizzazioni sindacali.

Il nuovo raggruppamento temporaneo di impresa (Rti), composto da Markas, Pulinet e Vales, è destinato a subentrare al posto dell'attuale gestore. Questo nuovo consorzio avrà l'obbligo di riassumere tutte le lavoratrici impiegate attualmente sotto il precedente Rti. Quest'ultimo include società come Rekeep, CLA e Gea Trentina Servizi. Tuttavia, la transizione appare tutt'altro che fluida.

Una nota unitaria emessa da Filcams, Fisascat e Uiltrasporti evidenzia una criticità fondamentale. La società uscente, in particolare Rekeep, non ha ancora trasmesso gli elenchi del personale al nuovo gestore. Questo ritardo rappresenta una violazione diretta di un obbligo stabilito dalla legge provinciale specifica sugli appalti pubblici.

La legge provinciale sugli appalti e le sue implicazioni

La normativa provinciale in materia di appalti pubblici è chiara su questo punto. Essa impone che, almeno 30 giorni prima dell'effettivo avvio del nuovo contratto di servizio, vengano forniti tutti i dati relativi al personale in forza. L'obiettivo primario di questa disposizione è garantire la continuità occupazionale per i lavoratori. Inoltre, mira ad assicurare che il loro inquadramento e il livello retributivo vengano mantenuti secondo quanto previsto dai contratti collettivi nazionali e territoriali.

Nonostante numerosi solleciti da parte delle rappresentanze sindacali e promesse di adempimento che si sono rivelate vane, la situazione rimane bloccata. Questa stasi sta generando un crescente allarme tra le lavoratrici e i loro rappresentanti. Le sindacaliste e i sindacalisti hanno quindi deciso di intensificare le azioni per ottenere un intervento concreto.

Le segreterie provinciali di Filcams, Fisascat e Uiltrasporti hanno formalmente richiesto un intervento all'Asuit, l'ente preposto alla gestione degli appalti sanitari. Parallelamente, hanno organizzato una mobilitazione del personale per sensibilizzare ulteriormente l'opinione pubblica e le istituzioni sulla gravità della situazione.

Le preoccupazioni dei sindacati e la storia dell'appalto

I segretari sindacali, Luigi Bozzato, Fabio Bertolissi e Nicola Petrolli, hanno espresso forte preoccupazione. Essi hanno dichiarato: «La reticenza con cui Rekeep, capofila del Rti uscente, sta gestendo questo passaggio ci preoccupa non poco». Hanno sottolineato l'importanza strategica dell'appalto in questione, definendolo «tra i maggiori della provincia». Il servizio coinvolge direttamente oltre 400 lavoratrici e lavoratori, per i quali è fondamentale vedere riconosciuti i propri diritti e le garanzie previste dalla legge e dal contratto di lavoro.

Le ragioni di preoccupazione non si limitano alla gestione attuale. La storia di questo appalto per la sanificazione e il pulimento delle strutture ospedaliere è stata definita «complicata» dalle stesse sigle sindacali. Il bando originale, suddiviso in cinque lotti per un valore complessivo stimato di circa 180 milioni di euro, era stato inizialmente aggiudicato nel 2022 al Consorzio Cmf. All'interno di questo consorzio figurava anche Rekeep, l'attuale gestore uscente.

Tuttavia, il percorso legale ha subito significative deviazioni. Il Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) prima, e il Consiglio di Stato in appello poi, hanno accolto un ricorso presentato dalla Rti (Markas, Pulinet e Vales), classificatasi seconda nella gara d'appalto. Questa decisione ha costretto l'Asuit a conformarsi alla sentenza.

Di conseguenza, dopo un'attesa durata ben 4 anni, l'aggiudicazione formale del bando è avvenuta soltanto nel maggio del 2026. Nonostante il consorzio aggiudicatario Cmf abbia presentato ulteriori ricorsi, la Rti vincitrice ha iniziato le procedure per il cambio appalto nel mese di settembre. L'obiettivo era richiedere l'elenco dei dipendenti e avviare concretamente il processo di transizione del personale.

La mancata collaborazione di Rekeep e le conseguenze

Da settembre ad oggi, solo le società CLA e Gea hanno dimostrato collaborazione, fornendo i dati richiesti. Al contrario, il colosso Rekeep sta attivamente disattendendo gli obblighi contrattuali e normativi. Le organizzazioni sindacali denunciano questo comportamento come «un modo davvero inglorioso per salutare le lavoratrici e i lavoratori». Essi hanno garantito per 15 anni un servizio impeccabile grazie alla loro professionalità e dedizione.

Questo servizio ha permesso alle precedenti gestioni, come Manutencoop e successivamente Rekeep, di incassare «i sontuosi canoni» previsti dai contratti. I sindacalisti ribadiscono la necessità di garantire certezza e stabilità a queste lavoratrici, che rappresentano una componente essenziale del sistema sanitario provinciale. La loro professionalità è fondamentale per il funzionamento quotidiano delle strutture ospedaliere.

Il tempo a disposizione si sta esaurendo rapidamente. Le lavoratrici e i lavoratori attendono con urgenza risposte concrete e garanzie sul loro futuro occupazionale. La loro richiesta è di vedere rispettati i diritti acquisiti e di poter continuare a svolgere il proprio lavoro in un contesto di stabilità e sicurezza. La mobilitazione sindacale mira a esercitare la necessaria pressione affinché le procedure vengano completate nel rispetto delle normative vigenti e della dignità dei lavoratori.