Le lavoratrici addette alla sanificazione negli ospedali del Trentino sono in attesa di chiarimenti sul loro futuro lavorativo. Il cambio di appalto, previsto a breve, genera incertezza a causa di ritardi nella comunicazione dei dati del personale da parte dell'azienda uscente.
Incertezza sul futuro lavorativo delle addette
Il percorso per il cambio di appalto nel servizio di sanificazione ospedaliera in Trentino sta giungendo al termine. Questo servizio, focalizzato sulla pulizia a basso impatto ambientale, riguarda le strutture sanitarie provinciali. Tra meno di un mese, un nuovo raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) composto da Markas, Pulinet e Vales prenderà in carico la gestione. Il nuovo consorzio dovrà garantire l'assunzione di tutto il personale attualmente impiegato dall'azienda uscente, Rekeep, insieme a CLA e Gea Trentina Servizi.
Tuttavia, la situazione attuale è caratterizzata da una forte incertezza. L'azienda uscente non ha ancora trasmesso al nuovo gestore e alle organizzazioni sindacali gli elenchi completi del personale. Questo ritardo rappresenta una violazione di un obbligo stabilito dalla legge provinciale sugli appalti. La normativa impone la fornitura di tutti i dati del personale impiegato con almeno 30 giorni di anticipo rispetto all'avvio del nuovo contratto.
L'obiettivo di questa disposizione è assicurare la continuità occupazionale per i lavoratori. Garantisce inoltre il mantenimento del corretto inquadramento professionale e del livello retributivo previsto. Nonostante le numerose richieste e le promesse non mantenute, la situazione rimane bloccata. Questo stato di cose sta generando notevole allarme tra le lavoratrici e i sindacati.
Sindacati in mobilitazione per garantire i diritti
Di fronte a questa situazione di stallo, le principali sigle sindacali del settore – Filcams, Fisascat e Uiltrasporti – hanno deciso di intervenire. Hanno richiesto un incontro urgente con Asuit, l'ente preposto alla gestione degli appalti. Contestualmente, hanno organizzato una mobilitazione delle lavoratrici per sensibilizzare sull'importanza della questione. I segretari sindacali, Luigi Bozzato, Fabio Bertolissi e Nicola Petrolli, hanno espresso forte preoccupazione. Hanno definito «reticente» la gestione del passaggio da parte di Rekeep, capofila del Rti uscente. Sottolineano che si tratta di uno dei più importanti appalti della provincia. Coinvolge oltre 400 lavoratori, i cui diritti e garanzie devono essere pienamente riconosciuti.
La preoccupazione dei sindacati è fondata su una storia complessa legata a questo specifico appalto. Il bando originario, diviso in cinque lotti per un valore totale di circa 180 milioni di euro, era stato inizialmente aggiudicato nel 2022 al Consorzio Cmf. All'interno di questo consorzio figurava anche Rekeep, l'attuale gestore uscente. Tuttavia, ricorsi presentati al Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) e successivamente al Consiglio di Stato hanno ribaltato questa decisione.
Le sentenze hanno accolto il ricorso presentato dal secondo classificato, il Rti composto da Markas, Pulinet e Vales. Di conseguenza, Asuit è stata obbligata a conformarsi alle decisioni giudiziarie. Solo a maggio del 2026, dopo ben quattro anni dall'avvio della procedura, è avvenuta l'aggiudicazione formale del bando al nuovo consorzio. Nonostante ulteriori ricorsi presentati da Cmf, il Rti vincitore ha avviato le procedure per il cambio appalto a settembre. Ha richiesto l'elenco dei dipendenti per iniziare concretamente il passaggio del personale.
Da quel momento, solo le società CLA e Gea hanno adempiuto agli obblighi. Il colosso Rekeep, invece, sta palesemente disattendendo quanto previsto dal contratto nazionale di settore e dalla legge provinciale. I sindacalisti definiscono questo comportamento un modo «inglorioso» di congedarsi dai lavoratori. Essi hanno garantito per 15 anni un servizio impeccabile, permettendo a Manutencoop prima e Rekeep poi di incassare «sontuosi canoni».
La legge provinciale sugli appalti e la continuità occupazionale
La legge provinciale sugli appalti in Trentino riveste un ruolo cruciale nella tutela dei lavoratori in caso di cambio di gestione dei servizi. L'articolo che disciplina questa materia mira a prevenire la perdita di posti di lavoro e a salvaguardare le condizioni contrattuali dei dipendenti. La norma impone, infatti, che l'azienda subentrante riceva, con congruo anticipo, tutti i dati relativi al personale impiegato dall'azienda uscente. Questo include informazioni anagrafiche, qualifiche professionali, anzianità di servizio e condizioni retributive.
L'obiettivo primario è garantire la continuità occupazionale. Ciò significa che i lavoratori devono essere assunti dalla nuova impresa alle medesime condizioni, senza interruzioni del rapporto di lavoro. La legge mira anche a evitare che i lavoratori vengano penalizzati in termini di inquadramento e retribuzione. Il mancato rispetto di queste disposizioni da parte dell'azienda uscente configura una grave inadempienza contrattuale e legale.
Nel caso specifico della sanificazione ospedaliera, il ritardo nella consegna degli elenchi da parte di Rekeep crea un vuoto normativo e operativo. Le lavoratrici e i lavoratori si trovano in una situazione di precarietà, senza la certezza di essere assunti o di mantenere le proprie condizioni lavorative. I sindacati stanno esercitando pressione affinché Rekeep adempia ai propri obblighi. Vogliono evitare che la loro condotta comprometta il futuro di centinaia di famiglie.
La vicenda evidenzia le criticità che possono emergere nella gestione di appalti pubblici di vasta portata. La complessità burocratica e legale, unita a potenziali resistenze da parte delle aziende, può mettere a rischio i diritti dei lavoratori. L'intervento delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni provinciali diventa fondamentale per assicurare il rispetto delle leggi e la tutela dei lavoratori. La provincia di Trento, attraverso Asuit, ha il dovere di vigilare affinché le norme vengano applicate correttamente. Questo per garantire che la transizione avvenga nel pieno rispetto dei diritti di tutti gli interessati.
Il tempo a disposizione si sta esaurendo. Le lavoratrici attendono risposte concrete e garanzie sul loro futuro. La loro professionalità e dedizione sono state fondamentali per garantire l'efficienza del servizio negli anni. Ora chiedono che questa dedizione venga ricambiata con il rispetto dei loro diritti e delle loro posizioni lavorative. La vicenda è ancora in evoluzione e si attendono sviluppi nelle prossime settimane.