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Uno chef trentino è stato condannato per discriminazione per aver specificato requisiti non ammissibili negli annunci di lavoro. La sentenza impone un risarcimento di 6.000 euro alla Cgil del Trentino.

Annunci di lavoro discriminatori in Trentino

Un noto chef ha espresso preferenze specifiche per i candidati. Cercava personale senza affiliazioni politiche comuniste. Richiedeva anche l'assenza di problemi legati all'orientamento sessuale. Questi requisiti erano destinati a una brigata di cuochi. L'hotel si trovava a Madonna di Campiglio.

Le dichiarazioni dello chef sono state oggetto di attenzione mediatica. Sono state diffuse tramite interviste su testate nazionali. Il Tribunale di Trento ha valutato queste affermazioni. Le ha giudicate come discriminatorie.

La sentenza del Tribunale di Trento

La Cgil del Trentino ha presentato un ricorso. Era assistita dai legali Giovanni Guarini e Alberto Guariso. I fatti risalgono al 4 luglio dell'anno precedente. Lo chef pubblicò un post sul suo profilo Facebook. In esso delineava le caratteristiche desiderate per i candidati. Cercava chef o pasticceri per la stagione invernale.

I contenuti furono ripresi dalla stampa locale. Furono ribaditi in un'intervista a La Zanzara. Apparvero anche in un articolo de Il Giornale. Queste dichiarazioni hanno portato alla condanna.

Risarcimento e pubblicazione della sentenza

La giudice Giuseppina Passarelli ha emesso una sentenza definita storica. È tra le poche in Italia di questo tipo. Lo chef è stato condannato per il carattere discriminatorio delle sue dichiarazioni. Dovrà risarcire il sindacato. La somma è pari a 6.000 euro. A ciò si aggiungono le spese legali.

Il Tribunale ha stabilito anche un'altra misura. La sentenza dovrà essere resa pubblica. La pubblicazione avverrà su un quotidiano nazionale. Tra le testate indicate figurano Corriere della Sera, Repubblica, Il Sole24Ore, La Stampa o Il Fatto quotidiano.