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Il procedimento legale contro Andrea Diprè per aver violato la privacy di Massimiliano Allegri durante uno scherzo telefonico non si terrà più a Torino. La competenza è stata spostata al tribunale di Trento, provincia di residenza dell'imputato. La nuova data dell'udienza non è ancora stata fissata.

Spostamento del processo a Trento

La vicenda giudiziaria che vede coinvolto Andrea Diprè, noto personaggio dei social media, subirà un cambio di sede. Inizialmente previsto a Torino, il processo per presunta violazione della privacy ai danni del tecnico Massimiliano Allegri si svolgerà ora a Trento. La decisione è stata presa dalla giudice Milena Chiara Lombardi, che aveva in carico il caso nel capoluogo piemontese.

Attualmente, non è stata ancora stabilita una data precisa per la prossima udienza nella città trentina. Lo spostamento è motivato da questioni di competenza territoriale. La difesa di Diprè, rappresentata dall'avvocata Marika Piccoli, aveva sollevato dubbi sulla correttezza dello svolgimento del processo a Torino. La denuncia era stata presentata da Allegri nel periodo in cui allenava la Juventus.

Tuttavia, il tribunale torinese ha riconosciuto la fondatezza delle argomentazioni relative alla competenza territoriale. Inizialmente, si era persino considerato di coinvolgere il tribunale di Livorno, città di residenza dell'allenatore. La scelta finale è ricaduta su Trento, in quanto provincia di residenza dell'imputato Andrea Diprè.

Lo scherzo telefonico e la violazione della privacy

I fatti al centro del procedimento risalgono al 2023. Durante una diretta sui social media, Andrea Diprè contattò telefonicamente Massimiliano Allegri. In quel periodo circolavano voci insistenti riguardo alla possibile cessione del calciatore Dusan Vlahovic dalla Juventus, con l'eventuale arrivo di Romelu Lukaku.

Presentandosi come «l'avvocato della Fiorentina», e indossando una maglietta della squadra viola, Diprè tentò uno scherzo con un marcato accento toscano. Allegri, visibilmente sorpreso, chiese «Ma lei chi è?» e interruppe la conversazione in pochi secondi. Purtroppo per Diprè, durante la chiamata, il numero di telefono del mister apparve sullo schermo del suo cellulare, visibile a tutti i partecipanti alla diretta.

Il video dello scherzo divenne rapidamente virale. Numerosi utenti e tifosi iniziarono a contattare insistentemente Allegri, costringendolo a cambiare il proprio numero di telefono. A seguito di questi eventi, l'allenatore sportò denuncia. Diprè, venuto a conoscenza della querela, reagì pubblicamente con toni polemici, dichiarando: «Con tutto quello che la Juventus ha rubato a Firenze, tu denunci me? Vergognati. Forza Viola».

La versione di Diprè e le trattative

Dopo la chiusura delle indagini preliminari condotte dalla sostituta procuratrice Valentina Sellaroli, Andrea Diprè ha avuto modo di esporre la sua versione dei fatti alla giudice Lombardi. Prima che venisse presa una decisione sulla competenza territoriale, il personaggio social ha dichiarato: «Credetemi, io volevo solo fare uno scherzo telefonico a Massimiliano Allegri».

Ha aggiunto che l'accaduto fu un «problema puramente tecnico, durato un nanosecondo». Diprè ha affermato di essere venuto a conoscenza del guaio solo il giorno successivo alla chiamata, ipotizzando un malfunzionamento del suo dispositivo. Ha espresso rammarico per la diffusione di informazioni private, sostenendo di non essere abituato a tali comportamenti.

Nei mesi scorsi, nel tentativo di evitare un rinvio a giudizio, Diprè ha cercato di raggiungere un accordo economico con Massimiliano Allegri. Le trattative, tuttavia, erano fallite fino a gennaio. L'avvocata Piccoli ha successivamente comunicato: «Adesso abbiamo trovato un compromesso e il mister ci ha garantito che sta per ritirare la sua denuncia».

Sebbene i dettagli dell'accordo rimangano riservati, la difesa ritiene che ci siano le basi per un proscioglimento. L'avvocata ha sottolineato che la diffusione del numero di telefono avvenne per «una mera sorte diabolica». Massimiliano Allegri, assistito dal legale Piero Nacci Manara, ha scelto di non costituirsi parte civile nel procedimento.

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