Il Muse ha definito un piano strategico triennale (2026-2028) incentrato su cinque pilastri chiave. L'obiettivo è integrare scienza, cultura e responsabilità civica per un futuro migliore.
Nuove direttrici per il futuro del museo
È stato ufficialmente presentato il piano strategico che guiderà il Muse nel periodo 2026-2028. Questo documento definisce la visione futura dell'istituzione, ponendo le basi per un'evoluzione che coniuga rigore scientifico e apertura culturale. L'intento è quello di promuovere una maggiore responsabilità civica e garantire un benessere organizzativo interno.
Il piano nasce da un'approfondita analisi strategica durata otto mesi. Un processo partecipativo che ha visto il coinvolgimento di oltre 150 persone. Tra queste, membri dello staff interno e portatori di interesse esterni. L'obiettivo è creare uno strumento di visione e trasparenza. Il documento mira a far evolvere il museo di pari passo con la società che lo circonda.
Alla presentazione hanno preso parte figure di spicco. Tra queste, il direttore del Muse, Massimo Bernardi. Presenti anche il presidente Stefano Bruno Galli e Elisabetta Bozzarelli. Hanno partecipato inoltre Anna Giorgi, presidente del Comitato Scientifico del Muse. Non sono mancati Ludovico Solima, professore all'Università della Campania "Luigi Vanvitelli", e Maria Joao Fonseca, presidente di Ecsite, il network europeo dei musei scientifici.
Un impegno pubblico per la conoscenza
Il direttore Massimo Bernardi ha sottolineato l'importanza di questo primo Piano Strategico. Lo ha definito un momento cruciale di riflessione interna. Ora si trasforma in un impegno pubblico concreto. Il museo si è preso il tempo necessario per interrogarsi sulla propria identità. Ha cercato una prospettiva esterna per osservarsi meglio. Sono state definite le principali direttrici di sviluppo per i prossimi anni.
In un periodo storico segnato da profonde turbolenze, questo esercizio di pianificazione si è rivelato complesso ma indispensabile. Il piano delinea una visione d'insieme focalizzata sulla conoscenza. Promuove un forte impegno istituzionale verso la partecipazione. Pone attenzione alla cura delle persone e degli ecosistemi. Questi elementi guideranno le azioni future del Muse.
Bernardi considera questa formalizzazione un atto doveroso. Lo definisce un imperativo morale per un ente pubblico. Essere un'istituzione pubblica significa prima di tutto ricevere fiducia. Questa fiducia proviene da chi sostiene il museo e da chi lo visita. Il Piano Strategico, ha concluso Bernardi, "racconta chi siamo e chi vogliamo essere, per tutte e tutti noi, abitanti dell'Antropocene".
I cinque pilastri del piano strategico
Il nuovo piano del Muse si fonda su cinque pilastri fondamentali. Questi rappresentano le aree prioritarie di intervento per il triennio 2026-2028. L'obiettivo è rafforzare il ruolo del museo come centro di eccellenza scientifica e culturale. La ricerca e la divulgazione scientifica rimangono centrali. Si punta a un'offerta espositiva sempre più innovativa e coinvolgente. L'istituzione vuole essere un luogo di apprendimento continuo per tutte le età.
La responsabilità civica è un altro pilastro cruciale. Il Muse intende rafforzare il suo legame con la comunità locale e globale. Promuoverà iniziative volte a sensibilizzare il pubblico su temi di attualità. Particolare attenzione sarà dedicata alle sfide ambientali e sociali del nostro tempo. L'innovazione culturale guiderà lo sviluppo di nuove esperienze museali. Si esploreranno linguaggi e tecnologie emergenti per rendere la visita più interattiva e accessibile.
Il benessere organizzativo mira a creare un ambiente di lavoro stimolante e inclusivo per tutto il personale. Si punta a valorizzare le competenze e a favorire la crescita professionale. L'ultimo pilastro riguarda l'impegno verso un Antropocene migliore. Il museo si propone di essere un catalizzatore di consapevolezza. Vuole stimolare una riflessione collettiva sulle interconnessioni tra uomo e ambiente. L'obiettivo è contribuire a un futuro più sostenibile e equo per tutti.
Domande frequenti sul piano strategico del Muse
Quali sono i principali obiettivi del piano strategico del Muse per il 2026-2028?
I principali obiettivi includono il rafforzamento dell'autorevolezza scientifica, l'innovazione culturale, la promozione della responsabilità civica e il miglioramento del benessere organizzativo. Il piano mira a far evolvere l'istituzione in sintonia con la società e a contribuire a un futuro più sostenibile nell'Antropocene.
Chi è stato coinvolto nella stesura del piano strategico del Muse?
La stesura del piano ha coinvolto un processo partecipativo durato otto mesi, con la partecipazione di oltre 150 persone. Tra queste figurano lo staff interno del museo, portatori di interesse esterni, accademici e rappresentanti di network museali europei.