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Blocco del Brennero: l'autotrasporto denuncia danni economici e di sicurezza

Trento - Sabato 30 maggio, il valico del Brennero sarà teatro di un blocco stradale autorizzato dal tribunale austriaco. La decisione sta generando forti preoccupazioni nel settore dell'autotrasporto, con il rischio di paralisi per l'economia del Nord Italia.

Andrea Pellegrini, Presidente di FAI Conftrasporto del Trentino, definisce il provvedimento «un attacco diretto alla sopravvivenza delle nostre imprese e al rispetto del lavoro dei nostri autisti». La chiusura di otto ore in un corridoio vitale, soprattutto in un weekend di traffico intenso, è vista come un atto di grave insensibilità.

Paralisi annunciata sull'A22: code chilometriche e merci bloccate

Le stime di FAI Conftrasporto prevedono un effetto domino lungo l'Autostrada del Brennero. Si attendono code che dal confine si estenderanno ben oltre Bolzano, paralizzando la provincia di Trento e l'accesso alla A4 a Verona.

Circa trentacinquemila mezzi potrebbero rimanere bloccati. Si tratta di camion carichi di merci deperibili, componenti industriali e beni di consumo che resteranno fermi, senza alternative praticabili.

Sicurezza degli autisti a rischio: condizioni di lavoro estreme

Oltre ai danni economici, Pellegrini solleva serie preoccupazioni per la sicurezza degli autisti. «Chi autorizza queste manifestazioni ha idea di cosa significhi per un autista passare otto, dieci o dodici ore bloccato in cabina?» si chiede.

L'impossibilità di accedere alle aree di sosta, che si saturerebbero rapidamente, e il mancato rispetto dei tempi di guida e riposo imposti da cause esterne, creano una situazione di elevato pericolo. Questo mina la salute degli operatori e la sicurezza generale della circolazione stradale.

Perdita di competitività e critica alle politiche austriache

Il Presidente della FAI trentina critica le politiche austriache, definendo il Brennero un «rubinetto da chiudere a piacimento». Mentre l'Europa promuove la libera circolazione delle merci, l'Austria ostacolerebbe tale principio.

Ogni ora di fermo comporta costi esorbitanti per le aziende italiane, già gravate da rincari del carburante e carenza di personale. Il blocco è considerato una «zavorra insostenibile».

Pellegrini sottolinea che la sostenibilità ambientale si persegue con innovazione e infrastrutture, come il Tunnel di Base del Brennero, non con blocchi che penalizzano i trasportatori.

Appello al Governo per un intervento diplomatico

FAI Conftrasporto si unisce all'appello dei presidenti delle province autonome di Trento e Bolzano, Fugatti e Kompatscher, rivolto ai Ministri Salvini, Piantedosi e Tajani. È richiesto un intervento diplomatico ai massimi livelli per evitare di subire passivamente decisioni unilaterali.

«L'Italia deve farsi sentire a Vienna e a Bruxelles», afferma Pellegrini. La chiusura del Brennero, infatti, rappresenta un freno per l'intera economia nazionale, un lusso che il Paese non può permettersi.

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