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Una mostra fotografica a Bruxelles rende omaggio ad Alcide De Gasperi, figura chiave nella costruzione dell'Unione Europea. L'esposizione ripercorre la sua vita e il suo impegno per la democrazia.

Omaggio visivo a un padre fondatore UE

Il Parlamentarium di Bruxelles ospita fino al 15 gennaio 2027 un'esposizione dedicata ad Alcide De Gasperi. L'evento, intitolato "Alcide De Gasperi, una vita per immagini", celebra l'uomo e lo statista. Viene messo in risalto il suo ruolo nello sviluppo del processo democratico europeo. L'iniziativa è promossa dalla presidenza del Consiglio della Provincia autonoma di Trento. Collaborano la Fondazione Museo storico del Trentino e la Fondazione trentina Alcide De Gasperi.

L'evento si inserisce nelle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica Italiana. Ricorda anche l'Accordo De Gasperi/Gruber. L'Euregio ha concesso il suo patrocinio. Questa mostra rappresenta una sintesi delle precedenti esposizioni tematiche. Queste si sono tenute a palazzo Trentini di Trento dal 2024. Ora l'esposizione assume una dimensione europea. Si tiene nella sede dell'UE, che riconosce De Gasperi come uno dei padri fondatori.

43 scatti ripercorrono la vita di De Gasperi

L'allestimento in Belgio presenta 43 immagini. Queste fotografie illustrano gli aspetti fondamentali della vita dello statista. Vengono presentati sia momenti della sua carriera politica sia della sua sfera privata. L'inaugurazione si è svolta martedì 13 ottobre. Erano presenti circa 20 consiglieri provinciali. Hanno partecipato anche l'assessore provinciale Simone Marchiori. Presenti numerosi eurodeputati. Tra gli intervenuti, la nipote dello statista, Francesca Romana Castelli. C'era anche il presidente del Landtag Tirolo, Jacob Wolf. Ha presenziato all'evento la vicepresidente del Parlamento europeo, Antonella Sberna.

Riflessioni sull'Europa di inizio Novecento

Un articolo di De Gasperi, intitolato "L'Europa in crisi", apparve sul giornale "Il Trentino" nel 1913. Questo scritto precede la Grande Guerra. Lo statista vi espone un'analisi lucida e ancora attuale. Egli rifletteva su un lungo periodo di pace e ricostruzione civile. Si chiedeva se si stesse tornando indietro. Temeva un'era imperialista e nazionalista. "Troppi fatti si ripetono quotidianamente", scriveva. La domanda sorgeva spontanea. Sembrava che la fede nelle convenzioni fosse venuta meno. Anche i trattati e la forza del diritto apparivano indeboliti. "Ognuno avesse sentito il bisogno di tapparsi in casa", annotava. "Rinserrandovisi con il catenaccio e barricandosi ad ogni apertura". La sensazione era quella di sentirsi "più che mai stranieri gli uni agli altri".