Alberi Dolomiti: smentita ipotesi previsione eclissi
Ricerca smentisce legame alberi-eclissi
L'ipotesi secondo cui gli alberi delle Dolomiti sarebbero in grado di prevedere le eclissi solari è stata smentita da un nuovo studio internazionale. La ricerca, guidata da Ariel Novoplansky dell'Università Ben-Gurion in Israele e pubblicata sulla rivista Trends in Plant Science, mette in discussione i risultati di uno studio italiano precedente.
Lo studio italiano, condotto da Alessandro Chiolerio dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, aveva analizzato un bosco di abeti rossi nel Parco di Paneveggio, in Trentino. I ricercatori italiani avevano ipotizzato che gli alberi potessero segnalare o riconoscere questi eventi astronomici attraverso variazioni nella loro attività elettrica.
Analisi elettrica degli alberi sotto accusa
La nuova ricerca internazionale si concentra sull'analisi dei presunti cambiamenti nell'attività elettrica degli alberi, rilevati tramite sensori a bassa potenza durante l'eclissi parziale del 25 ottobre 2022. Lo studio italiano aveva descritto una sorta di rete di comunicazione tra gli alberi, con picchi di attività elettrica prima e dopo l'evento, specialmente nelle piante più anziane.
Tuttavia, Novoplansky e colleghi definiscono l'ipotesi italiana come un'«intrusione della pseudoscienza nel cuore della ricerca biologica». Sottolineano come i ricercatori italiani abbiano trascurato spiegazioni ambientali più semplici e consolidate, come temporali o fulmini, preferendo un'idea «più allettante» di anticipazione da parte degli alberi.
Fattori ambientali e numero limitato di campioni
Gli autori dello studio internazionale evidenziano come l'eclissi in questione abbia causato una riduzione della luce di appena il 10%, una variazione inferiore a quella provocata dal semplice passaggio di nuvole. Inoltre, le eventuali variazioni gravitazionali associate alle eclissi non sarebbero distinguibili da quelle che si verificano durante la luna nuova.
Un altro punto critico sollevato riguarda il numero limitato di alberi analizzati nello studio italiano: appena tre esemplari vivi e cinque tronchi secchi. La ricerca israeliana afferma che l'idea che segnali elettrici, osservabili anche in legno morto, possano codificare memoria o anticipazione non è supportata da prove concrete.
La meraviglia della natura senza fantasie
Novoplansky conclude che la foresta è già di per sé un luogo «meraviglioso senza inventare affermazioni irrazionali ma superficialmente fantastiche». La sua ricerca mira a riportare l'attenzione su fenomeni naturali ben documentati, scoraggiando interpretazioni speculative basate su correlazioni non sufficientemente provate.